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Domenica, 22 Maggio 2022

Salvini al Viminale solo 17 giorni da inizio anno: "Assenteista, chi comanda al suo posto?"

E' Repubblica a fare i conti e a rivelare che tra i dirigenti del Ministero dell'Interno circola una battuta: "Incontrare il ministro? Si fa prima con VinciSalvini, sperando che richiami"

Non una presenza fissa al Viminale, secondo i numeri. Da inizio 2019 a oggi Matteo Salvini ha trascorso al ministero solo 12 giornate lavorative piene, che diventano 17 secondo stime più generose. Tantissimi impegni fuori dal Viminale per il vicepremier, più di 200 eventi pubblici, comizi, cene elettorali, feste della Lega. Trasportato da nord a sud, talvolta, anche da aerei ed elicotteri della Polizia. 

E' Repubblica a fare i conti e a rivelare che tra i dirigenti del Ministero dell'Interno circola una battuta che non farà piacere a Salvini: "Incontrare il ministro? Si fa prima con VinciSalvini, sperando che sia lui a richiamare…". Ha anche disertato 5 dei 6 Consigli europei sull'immigrazione

Un tempo il leader del Carroccio era molto critico nei confronti di coloro che lo hanno preceduto al Viminale e che, secondo lui, non erano abbastanza presenti e attivi per il ruolo che ricoprivano: "Oggi Alfano parla di legge elettorale, di Renzi, di articolo 18. Peccato che sia pagato per occuparsi di sicurezza e immigrazione. Alfano dimettiti" scriveva 5 anni fa. 

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Ma come racconta oggi Repubblica nel 2019 Salvini è stato fuori 95 giorni su 134, e quasi mai per missioni o cerimonie istituzionali. Un tasso di “assenteismo” del 70 per cento.

Salvini avrebbe di fatto spesso delegato il comando al capo del Gabinetto, con cui resta in contatto telefonico. 

Il prefetto in pensione Mario Morcone è stato il capo di Gabinetto di Marco Minniti quando era ministro, e non ci gira attorno: «Il confronto costante con i cinque capi Dipartimento è essenziale per il funzionamento della macchina. Se il capo non c’è mai, il lavoro rallenta. Minniti arrivava in ufficio alle 8.30 e se ne andava la sera. Nicola Mancino si presentava in ufficio alle 7, prima della donna di servizio, e lei si metteva a urlare perché non riusciva a pulire la stanza».

Fonte: La Repubblica →
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