Venerdì, 16 Aprile 2021

Bestemmie come intercalare, sindaco costretto a multarli: "Vale per tutte le divinità"

La decisione presa dopo gli esposti presentati da alcuni residenti contro la cattiva abitudine da parte dei ragazzini, di offendere la Divinità durante le serate estive

L'offesa alle divinità può costare caro (foto di archivio Pixabay)

Fino al 1999, bestemmiare era un vero e proprio reato, disciplinato dall'articolo 724 del Codice penale. Con la depenalizzazione tuttavia è chi bestemmia in pubblico può essere sanzionato per illecito amministrativo e condannato al pagamento di una multa.

Secondo la legge chi bestemmia Dio in pubblico rischia una sanzione che va da un minimo di 51 euro a un massimo di 309 euro. Inoltre secondo una sentenza della Corte di Cassazione del 2007 sono parificati a luoghi pubblici anche i Social network: quindi attenzione anche all'uso che si fa di Facebook e Instagram.

Sfruttando la norma il sindaco del Comune di Saonara in provincia di Padova, ha inserito nel nuovo regolamento di polizia urbana una maxi multa per chi si lascia scappare un'espressione blasfema.

Lo racconta lo stesso sindaco Walter Stefan al Corriere del Veneto.

L'articolo 12 del nuovo regolamento comunale vieta di "bestemmiare contro le divinità di qualsiasi Credo o religione e proferire turpiloquio nei luoghi pubblici o comunque aperti al pubblico, poiché considerati atti contrari alla pubblica decenza e alla sensibilità di persone terze presenti".

Come spiega l'amministratore la disposizione arriva a seguito degli esposti presentati da alcuni residenti contro la cattiva abitudine, da parte dei ragazzini del paese, di offendere la Divinità durante le serate estive.

"Spiace sentire alcuni giovanissimi, spesso anche ragazze, che gridano e bestemmiano tra una parola e l’altra", spiega il primo cittadino, che racconta come la norma riguardi "ogni divinità. Vale per Allah, Buddha o Maometto".

Fonte: Corriere del Veneto →
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