Giovedì, 25 Febbraio 2021

Nove giorni in una grotta: come sono sopravvissuti i ragazzi intrappolati

"L'organismo umano può resistere senza cibo per giorni ma senza acqua dopo 2-3 giorni si muore", spiega un esperto

EPA/ROYAL THAI ARMY

Hanno tenuto il mondo con il fiato sospeso per ben 9 giorni, resistendo senza cibo. Ma alla fine ce l'hanno fatta. Sono stati trovati tutti vivi i 12 baby calciatori dispersi in una grotta della Thailandia con il loro allenatore. Gli sforzi per salvarli sono continuati incessanti. Poi ieri l'accelerazione: una squadra di sub ha lavorato tutta la notte per posizionare una corda nei cunicoli allagati della grotta di Tham Laung. La storia, però, non ha ancora avuto il suo lieto fine. Per tirarli fuori potrebbe volerci del tempo. Potrebbero volerci 4 mesi, date le condizioni all'interno della grotta. Il complesso di Tham Luang a Chiang Rai, nel nord della Thailandia, viene regolarmente allagato durante la stagione delle piogge che dura fino a settembre-ottobre. E per essere portati fuori, i ragazzini e il loro allenatore dovrebbero imparare le nozioni base dell'immersione. Tuttavia, gli esperti hanno ammonito che condurre dei subacquei inesperti nei pericolosi corridoi di acque fangose ??a visibilità zero sarebbe molto rischioso. Per portarli fuori occorre far defluire tutta l'acqua dalla grotta.

Trovati i ragazzi nella grotta: "Forse ci vorranno mesi per tirarli fuori sani e salvi"

Come si può sopravvivere così a lungo in simili condizioni, per nove giorni, senza cibo né contatti con l'esterno? "Bisogna considerare tre elementi - spiega all'AdnKronos il professor Paolo Maria Rossini, responsabile della Struttura complessa di Neurologia del Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma -. Intanto, il microclima e la temperatura ambientale, che lontana dall'influenza dell'ambiente esterno non li ha né disidratati né congelati, poi la disponibilità dell'acqua, perché l'organismo umano può resistere senza cibo per giorni ma senza acqua dopo 2-3 giorni si muore. Soprattutto se si tratta di una situazione di disdratazione legata alla temperatura ambientale. Nella grotta - aggiunge Rossini - immagino che ci fosse acqua sufficientemente potabile".

Anche la mancanza di sforzo, stando all'esperto, ha fatto in modo che i ragazzi resistessero così a lungo. "Un organismo che sta a riposo ha un metabolismo molto basso - spiega Rossini - che consuma scarsa energia e non produce danni agli organi nobili, in particolare a reni e fegato e poi al cervello".

Il fatto che siano sportivi può averli aiutati? "Credo che probabilmente sarebbero sopravvissuti lo stesso - precisa Rossini -. Certo, la loro funzionalità cardiovascolare probabilmente è migliore rispetto a quella di chi non svolge attività fisica, così come l'atteggiamento psicologico. Chi è abituato alla competizione è abituato al sacrificio e alla resistenza e anche a una certa capacità di giocare in squadra. Trattandosi di calciatori, erano abituati a restare compatti e a rispettare delle gerarchie interne".

Ora, una volta fuori, i ragazzi dovranno essere sottoposti ad accertamenti: "Una volta reidratati e reintegrate le riserve energetiche consumate, se i parametri vitali sono a posto, potranno tornare a casa nell'arco di qualche giorno".
 

Fonte: Adnkronos →
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