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Lunedì, 6 Dicembre 2021

Sei regali del governo Letta alle banche: ecco il dossier con tutti i favori

Il quotidiano Libero sostiene che Letta ha deciso di distribuire in più veicoli normativi i favori concessi ai banchieri invece di metterli tutti insieme in un solo provvedimento. Il motivo? Evitare di essere "beccato"

Secondo Libero i regali del governo di Enrico Letta alle banche italiane sono già addirittura sei.

Per alcuni c'è già il crisma dell'ufficialità, mentre per altri è solo questione di tempo. Tutto gira intorno alla legge di stabilità: il Governo si appresta a chiedere la fiducia, e nei cosiddetti decreti collegati ci sono secondo Libero i "regali".

Il quotidiano vicino al centrodestra sostiene che Letta ha deciso di distribuire in più veicoli normativi i favori concessi ai banchieri invece di metterli tutti insieme in un solo provvedimento. Il motivo? Evitare di essere "beccato". "L'opera di dissimulazione del premier - scrive Libero - che per l'occasione si è trasformato in uno stratega militare, è stata meticolosa.

Qui mettiamo in fila i tasselli del puzzle scovati nel percorso: sconto fiscale sulle perdite; paracadute sui derivati legati a Bot e Btp; rivalutazione quote Banca d'Italia con consequenziale innalzamento dei coefficienti patrimoniali; garanzia della Cdp sui prestiti alle pmi; privatizzazioni con dividendo straordinario della Cassa depositi per la dismissione di Sace; realizzazione della bad bank in cui far confluire i 145 miliardi di euro di sofferenze (i prestiti non rimborsati)

Sono operazioni complesse e non facili da comprendere per i non addetti ai lavori. Ad esempio, lo sconto fiscale sulle perdite, che è all'interno della legge di stabilità, riguarda gli sgravi tributari legati alla deducibilità dei crediti non performanti (le sofferenze), che agli istituti darebbe vantaggi per 20 miliardi tra il 2015 e il 2022.

Il secondo favore è il paracadute statale sui derivati. Si tratta della garanzia che lo Stato potrà offrire smobilitando la liquidità dei conti di tesoreria per assicurare i derivati degli istituti. Una misura che, stando alle carte di via Venti Settembre, non grava tecnicamente sui conti pubblici, ma che politicamente, invece, ha un peso enorme. Le banche che sottoscrivono derivati col Tesoro ottengono una speciale copertura assicurativa pubblica.

Fonte: Libero →
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