Venerdì, 7 Maggio 2021

Filippine, il presidente: "Io come Hitler, sarei felice di sterminare tre milioni di drogati"

Rodrigo Duterte ha vinto le elezioni a maggio promettendo una lotta spietata al narcotraffico "nella quale almeno 100mila persone dovranno morire". L'ondata di repressione poliziesca ha suscitato lo sdegno di Usa ed Europa

Arresti durante operazione antidroga della polizia a Manila (Ansa)

Non è nuovo a uscite "infelici", ma stavolta ha davvero superato ogni limite. Si può essere "felice di massacrare" tre milioni di persone?

Rodrigo Duterte, il controverso presidente delle Filippine, ha detto di sì: lui sarebbe ben contento di massacrare milioni di tossicodipendenti. E come modello ha citato oggi lo sterminio del popolo ebraico commesso da Adolf Hitler.

Il presidente filippino ha inoltre lanciato un consueto attacco verbale contro gli Stati uniti e l'Unione europea, accusandoli di "ipocrisia" quando criticano la sua campagna anti-droga.

"Hitler ha massacrato tre milioni di ebrei. Ora ci sono tre milioni di tossicodipendenti (nelle Filippine). Io sarei felice di massacrarli", ha detto Duterte nella sua città di Davao, al ritorno dal Vietnam. "Se la Germania ha avuto Hitler, le Filippine hanno..." ha detto, interrompendosi. "Ma sapete, mie vittime, io voglio...eliminare il problema dal mio paese e salvare la prossima generazine dalla perdizione".

Rodrigo Duterte, che ha 71 anni, ha vinto le elezioni a maggio dopo essere stato per un ventennio sindaco di Davao, promettendo una lotta spietata al narcotraffico "nella quale almeno 100mila persone dovranno morire". 

L'ondata di repressione poliziesca con cui sta cercando di mantenere la promessa ha suscitato lo sdegno da parte degli Stati uniti, dell'Ue, delle istituzioni multilaterali. La reazione del presidente è stata una raffica d'insulti contro Barack Obama, Ban Ki-moon e l'Unione europea.

Le accuse della comunità internazionale non sembrano aver sortito alcun effetto. "Voi Usa, Ue. Chiamatemi come volete. Ma io non sarà mai ipocrita quanto voi", ha detto ancora. "Ci sono migranti - ha continuato - che fuggono dal Medio Oriente. Voi permettete che loro marciscano, e vi preoccupate della morte di mille, duemila, tremila morti?".

Da quando Duterte è salito al potere almeno 3.300 filippini sono stati uccisi negli scontri a fuoco tra polizia e trafficanti, scrive il Washington Post, che oggi dedica ampio spazio alla vicenda. Molte delle vittime sono state uccise dalla polizia sul posto, al di fuori di ogni procedura giudiziaria.

Fonte: Washington Post →
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