No al processo per la Diciotti, Salvini ci ripensa: "Il Senato neghi l'autorizzazione a procedere"

In una lettera inviata al Corriere della Sera, il ministro dell'Interno chiede al Senato di negare l'autorizzazione ai giudici del Tribunale dei Ministri di procedere contro di lui per il caso della Diciotti

ANSA/GIUSEPPE LAMI

"Dopo aver riflettuto a lungo, ritengo che l'autorizzazione a procedere (sul caso Diciotti, ndr) debba essere negata". Così Matteo Salvini in una lettera aperta al Corriere della Sera, nella quale sostiene che "la mia vicenda giudiziaria è strettamente legata all'attività di ministro dell'Interno e alla ferma volontà di mantenere gli impegni della campagna elettorale" Il titolare del Viminale aggiunge nella lettera che non si tratta quindi "di un potenziale reato commesso da privato cittadino o da leader di partito".

Caso Diciotti, Salvini: "Ho agito nell'interesse del Paese"

“Non intendo sottrarmi al giudizio”, dice Salvini - che nei giorni scorsi aveva dichiarato di essere pronto a farsi processare. "Mi accusano di sequestro di persona impedendo lo sbarco in virtù dell’essere ministro dell’Interno”, dice, spiegando che il reato che gli viene contestato, insomma, “non sarebbe stato possibile se non fossi stato ministro”. Salvini sostiene poi che “il contrasto all’immigrazione clandestina costituisce preminente interesse pubblico” e che "il governo italiano, non Salvini, ha agito per ottenere un’equa ripartizione degli immigrati a bordo della Diciotti”.

"Processate Salvini", il Senato dovrà votare l'autorizzazione a procedere 

"In conclusione, non rinnego nulla e non fuggo dalle mie responsabilità di ministro. Sono convinto di aver agito sempre nell’interesse superiore del Paese e nel pieno rispetto del mio mandato. Rifarei tutto. E non mollo", conclude il vicepremier. 

Caso Diciotti, Salvini e il Senato

Salvini si appella all'"articolo 9, comma a terzo, della legge costituzionale n. 1/1989", che recita: "il Senato nega l’autorizzazione 'ove reputi, con valutazione insindacabile, che l’inquisito abbia agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell’esercizio della funzione di Governo'".

"La valutazione del Senato - spiega il ministro dell'Interno - è vincolata all'accertamento di due requisiti (ciascuno dei quali di per sé sufficiente a negare l'autorizzazione): la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante o il perseguimento di un preminente interesse pubblico. Il Senato non è chiamato a giudicare se esista il fumus persecutionis nei miei confronti dal momento che in questa decisione non vi è nulla di personale".

Caso Diciotti, cosa contestano i giudici a Salvini

I magistrati  contestano a Salvini che bloccando i migranti (anche minorenni) sulla nave Diciotti gli avrebbe "costretti a rimanere condizioni psicofisiche ciritiche" fino alla tarda serata del 25 agosto. 

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"In particolare, il Senatore Matteo Salvini, nella sua qualità di Ministro, violando le Convenzioni internazionali in materia di soccorso in mare e le correlate norme di attuazione nazionali (Convenzione SAR, RisoluzioneMSC167-78, Direttiva SOP009/15), non consentendo senza giustificato motivo al competente Dipartimento per le Libertà Civili per l'Immigrazione - costituente articolazione del Ministero dell'Interno- di esitare tempestivamente la richiesta di POS (place of safety) presentata formalmente da IMRCC (Italian Maritime Rescue Coordination Center) alle ore 22:30 del 17 agosto 2018, bloccava la procedura di sbarco dei migranti, così determinando consapevolmente l'illegittima privazione della libertà personale di questi ultimi, costretti a rimanere in condizioni psico-fisiche critiche a bordo della nave ''U.Diciotti'' ormeggiata nel porto di Catania dalle ore 23:49 del 20 agosto e fino alla tarda serata del 25 agosto, momento in cui veniva autorizzato lo sbarco. Fatto aggravato dall'essere stato commesso da un pubblico ufficiale e con abuso dei poteri inerenti alle funzioni esercitate, nonché per essere stato commesso anche in danno di soggetti minori di età".

Fonte: Corriere della Sera →

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