Lunedì, 22 Luglio 2024
SALUTE

Quali sono i rischi dell'olio di palma? Ecco la verità

Un alimento molto "dibattuto", su cui c'è molta confusione. Facciamo chiarezza

L'olio di palma è diventato il nemico numero uno per la salute e abbondano le campagne di boicottaggio per eliminarlo dai prodotti alimentari. Cosa c'è di vero?

In un articolo pubblicato sull'AIRC (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro) si cerca di fare chiarezza a riguardo. Nonostante si deifnisca come olio, ricavato dal frutto dell'albero della palma, è solido a temperatura ambiente, come il burro. Solitamente arancione, nella preparazione di biscotti e creme viene filtrato per eliminare il betacarotene, in modo che assuma il colore del burro classico. L'olio di palma è usato tantissimo nell'industria alimentare perché ha caratteristiche ideali per le preparazioni e ha un costo molto contenuto.

Quali sono gli effetti sulla salute?

Questo è uno dei punti più importanti. Diciamo subito che non è un olio estremamente salutare, dal momento che ha un alto contenuto di grassi saturi (49.3 grammi su 100), quelli cioè che fanno "meno bene" per la salute. D'altra parte ha meno grassi saturi del burro ed è molto meglio dell'olio di palmisto, ottenuto dalla spremitura dei semi della pianta da palma, che arriva fino a 80 grammi su 100. Non solo: è meglio anche di altri grassi vegetali, come l'olio di cocco e il burro di cacao, che hanno percentuali di grassi saturi sensibilmente più alte.

In sostanza, come abbiamo già detto in un altro articolo su Today, l'olio di palma è un grasso di media qualità e con un alto contenuto di grassi saturi, anche se paragonabile o migliore di tanti altri in circolazione. Il problema, per quanto riguarda la salute, è infatti in generale l'elevato apporto di grassi saturi, indipendemente dal fatto che provenga dall'olio di palma o meno. Un consumo eccessivo, infatti, aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e obesità e quindi perfino tumori. Paradossalmente l'olio di palma, contenendo precursori della vitamina E e A, può essere somministrato come integratore alimentare nei paesi in via di sviluppo per prevenire la cecità e i danni alla vista, dovuti a carenze di vitamina A.

Gli effetti sulla salute sono solo un aspetto della questione. Gran parte delle campagne "anti-palma" sfruttano gli effetti sulla salute (che come abbiamo visto non sono esagerati) per attaccare la sua produzione, rea di avere effetti anche gravi sull'ambiente. Come descritto su un articolo del 2012 pubblicato su Nature, essendo un prodotto diffusissimo e di successo, infatti, in molti paesi del Sud-Est asiatico vi è una forte conversione di colture e foreste in palme da olio, con danni alla biodiversità, alle foreste tropicali e al sostentamento delle popolazioni locali. Questo però riguarda solo in minima parte la produzione per alimenti, visto che il maggior uso della pianta serve per la produzione di biocombustibile alternativo al petrolio.

Anche in questo caso, comunque, i danni non vanno ingigantiti, perché fortunatamente alcune aziende stanno cercando di garantire una produzione sostenibile (vedi dettagli su Ritagli di Scienza.it), come da campi già piantati a palme o favorendo la creazione di di aree forestali in altri luoghi. Se queste strategie vi sembrano insufficienti (e in effetti lo sono), bisogna anche considerare quali sono le alternative per avere la stessa produzione.

In altre parole, se si boicotta con motivazioni pseudoscientifiche l'olio di palma, il rischio è di promuovere l'uso di olii non solo meno salutari, ma molto probabilmente meno vantaggiosi a livello economico, cioè meno produttivi per la stessa quantità di terreno, con il rischio di aumentare i danni ambientali.

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