Auto elettriche, dal noleggio può arrivare la spinta decisiva alla mobilità sostenibile

Come stimolare la domanda di mobilità sicura, eco-sostenibile e condivisa? Per svecchiare il nostro parco circolante, il secondo più anziano d'Europa, è necessario attuare misure in grado di promuovere la sostituzione dei veicoli più inquinanti. Non ci sono solo incentivi per elettriche e ibride plug-in, anche per le nuove Euro 6

Come e cosa fare per dare una spinta importante alla diffusione delle auto elettriche in Italia? Il problema dell'età media (alta) del parco auto circolante è molto complesso. Non ci sono solo gli incentivi per elettriche e ibride plug-in, previsti dalla legge Bilancio 2019. "Velocizzare il rinnovo del parco auto circolante attraverso incentivi sull'usato Euro6 di ultima generazione". Questo il principale messaggio lanciato nel corso dell'audizione informale presso la decima Commissione Industria, Commercio, Turismo del Senato dal Presidente Aniasa (l'Associazione che in Confindustria rappresenta i servizi di mobilità) Massimiliano Archiapatti.

"E' necessario - ha detto Archiapatti - stimolare la domanda di mobilità sicura, eco-sostenibile e condivisa. Per svecchiare il nostro parco circolante, il secondo più anziano d'Europa, è necessario attuare misure in grado di promuovere la sostituzione dei veicoli più inquinanti con soluzioni di ultima generazione alla portata delle famiglie italiane che stanno fronteggiando la crisi. I dati dimostrano che l'ecobonus non ha prodotto la rottamazione dei veicoli più inquinanti, ma ha privilegiato gli acquisti di veicoli di gamma alta. Incentivare 'l'usato fresco' consentirebbe, invece, di produrre immediati benefici sulla domanda di mobilità, sull'ambiente e, non ultimo, sul fronte delle Entrate per l'Erario".

Prima dell'emergenza coronavirus che ha dato una mazzata a tutti i settori dell'economia c'erano segnali confortanti. Il Presidente di Aniasa ha ricordato l'annata record del 2019 per il settore del noleggio e del vehicle sharing che ha raggiunto quota 1,2 milioni di veicoli in circolazione e 517.000 veicoli immatricolati, attestandosi ormai stabilmente al 25% del mercato nazionale, per un valore di 11 miliardi di euro di acquisti di nuovi veicoli. Dall'inizio dell'emergenza COVID, anche il settore della mobilità a noleggio ha inevitabilmente pesantemente risentito della crisi economica e del crollo della domanda turistica. Da febbraio a maggio le attività di car sharing hanno subito una contrazione del 70%, il breve termine dell'80%, il lungo termine ha finora tenuto.

Nel quadrimestre marzo-aprile-maggio-giugno le immatricolazioni del settore si sono bloccate: in soli 120 giorni si sono perse 173.000 nuove auto e veicoli commerciali, per un valore di quasi 4 miliardi di euro e quasi 1,1 miliardo di entrate per l'Erario in meno tra IVA e tasse varie. Sono circa 324.000 i veicoli a noleggio usati Euro6 che ogni anno vengono rivenduti dagli operatori, di cui 116.000 (36%) restituiti al costruttore (attraverso la formula del buy-back).

Ma passiamo all'elettrico. 4 auto elettriche su 10 sono immatricolate a noleggio: il noleggio è da sempre un driver essenziale per la diffusione dei veicoli elettrici ed ibridi. Nel 2019 gli operatori del noleggio a lungo e a breve termine hanno immatricolato 3.800 vetture elettriche, il 36% del totale mercato pari a 10.500 unità; nello stesso periodo il noleggio ha immatricolato 22.000 vetture ibride, il 19% del totale mercato (116.000 unità). Il noleggio a lungo termine di un’auto elettrica permette di risparmiare sui costi di acquisto e di manutenzione, evitando il problema della svalutazione: sarà una soluzione sempre più interessante. Mantenere un’auto costa. Perché comporta tasse, coperture assicurative, manutenzione ordinaria e, straordinaria. Bollo, assicurazione e cambio gomme sono dei costi che tutti i possessori di veicoli devono sostenere. Le auto elettriche sono già realtà, ma sono in continua evoluzione e migliorano in maniera sensibile anno dopo anno. 

Gli incentivi connessi all'ecobonus sono partiti ad aprile 2019, 210 milioni di euro disponibili per il 2019-2021. Sul fronte degli acquisti di auto con ecobonus (fonte Ministero dello Sviluppo Economico), da aprile 2019 al 10 giugno 2020 sono state completate 14.060 prenotazioni di autoveicoli per un impegno di 55,1 milioni di euro. Delle 14.060 auto prenotate, ben 10.897 (76%) non hanno previsto la rottamazione di altro veicolo, solo 3.136 (il 22%) sono state comprate con contestuale rottamazione. Questo è un dato significativo che testimonia il mancato raggiungimento degli obiettivi che il Governo si era posto. I dati dimostrano che non c'è stato l'auspicato rinnovo di parco circolante, ma solo immissione di nuovi veicoli: 11.165 veicoli elettrici (79%) e 2.895 ibridi (21%).

Secondo lo studio condotto da Aniasa con Bain & Company, l'84% degli italiani sta ritardando o rinviando l'acquisto dell'auto. L'attuale grave crisi economica sta di fatto bloccando gli acquisti, provocando il collasso del mercato e rallentando il rinnovo del nostro parco circolante nazionale (38 milioni di veicoli), il secondo più anziano del Continente, con oltre il 30% del circolante ante Euro4 (oltre 14 anni di anzianità). Va abbandonato un approccio ideologico alla mobilità. Per questo l'Associazione ha avanzato al Governo una proposta che produrrebbe immediati benefici sulla domanda di mobilità, sull'ambiente e, non ultimo, sul fronte delle Entrate per l'Erario: estensione dell'ecobonus, oggi previsto solo per limitate fasce di veicoli, alle vetture usate con standard di emissioni Euro 6 a seguito di rottamazione di veicoli Euro 0, 1, 2, 3 e 4. Per venire incontro alle esigenze di cassa del Governo, l'ecobonus potrebbe essere erogato tramite credito d'imposta o mediante esenzione dal pagamento delle tasse automobilistiche e avrebbe il pregio di raggiungere classi sociali con minore capacità di spesa. Proprio quelle famiglie in possesso di veicoli più inquinanti e che senza supporto non cambierebbero la propria auto".

Le auto elettriche aziendali stanno avendo un certo slancio: vengono utilizzate per gli spostamenti che prevedono l'ingresso nei centri storici, e poi per il car pooling aziendale, in normale assegnazione ad un driver, per la mobilità all'interno degli spazi aziendali e per gli spostamenti tra le diverse sedi aziendali. Fra i motivi della scelta di un'auto elettrica al primo posto vi è il rispetto ambientale, seguito dall'impegno per rafforza l'immagine aziendale e poi dalla necessità di circolare nei centri storici, dai minori costi di gestione di queste auto, dalla richiesta esplicita da parte della direzione aziendale. Unica certezza: per svecchiare il parco auto circolante oggi in Italia l'elettrico avrà un ruolo e un peso importanti.

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