Martedì, 19 Ottobre 2021
MotoGp

"Troppi piloti bambini, mi ritiro": l'annuncio di Michel Fabrizio dopo il dramma di Vinales

Il pilota: "Rientrando dopo 6 anni ho visto questo mondo cambiato. Troppi, troppi piloti con poca o addirittura pochissima esperienza, e questo non succede solo nel mondiale, ma anche in campionati nazionali, dove per fare cassa si prende tutto"

La morte del giovanissimo cugino di Maverick Vinales, Dean Berta Viñales, travolto in pista dopo una cadutaa a Jerez in Supersport, scuote il mondo dei motori. "Domani mi rifiuterò di correre per rispetto della vita umana. E mi ritiro. È il momento di dire basta. Oggi ho assistito ad una brutta giornata, la perdita di un pilota di soli 15 anni. Gare così ne ho viste tante in questa categoria, e ogni volta che ne finiva una, si tirava un sospiro di sollievo perché era andata bene. Ma purtroppo non sempre va bene e oggi è successo l'imprevedibile o forse quello che si sapeva potesse accadere": a dirlo è Michel Fabrizio, che su Instagram annuncia la sua decisa presa di posizione. Il pilota, 37 anni, era tornato a disputare il campionato Supersport, sei anni dopo aver lasciato il Mondiale Superbike.

"Questo mondo è cambiato"

"Sono sdraiato da più di 5 ore sul letto del mio hotel a guardare il soffitto, ripensando ai momenti belli che questo sport mi ha regalato - si legge in un post di Fabrizio -  Ma rientrando dopo 6 anni ho visto questo mondo cambiato. Ho visto un’indifferenza da parte della Federazione Internazionale: schierare 42 bambini nella Yamaha cup (fortunatamente è filato tutto liscio, nel 2021) e altri 42 nel Mondiale 300. Troppi, troppi piloti con poca o addirittura pochissima esperienza, e questo non succede solo nel mondiale, ma anche in campionati nazionali, dove per fare cassa si prende tutto, fino all"ultimo posto disponibile. Valentino Rossi anni fa, quando Marquez è entrato in MotoGP, è stato criticato, dicendo che si lamentava per le manovre di Marquez "scorrette". Bisogna dargli ragione. Marc è diventato un punto di riferimento: questi giovani emulano le sue gesta, facendo sorpassi troppo a limite, appoggiandosi al proprio avversario rischiando ogni centimetro" continua Fabrizio.

"Aggiungiamo che mi ritiro dal mondo delle corse per mandare un messaggio forte di protesta -spiega - Affinché le regole cambino per la salvaguardia delle vite umane. Il problema c’è nella Moto3, nella Talent Cup e nei campionati nazionali! Oltre a ciò vanno riviste anche le piste che devono prevedere spazi di fuga migliori! Vedi l’incidente di Valentino che ha rischiato di morire per una pista fatta male. Vedi il Red Bull Ring, dove i piloti cascano e rimangono fermi in mezzo alla traiettoria! Tutto ciò dipende dalla FIM che non svolge un ruolo di salvaguardia verso la vita ma predilige semplicemente il business! È ora che intervenga la politica di ogni nazione! Il primo che lanciò un messaggio forte fu Ayrton Senna, che disse come alcune piste fossero pericolose, e solo dopo la sua morte si intervenne. Ad oggi nella Formula1 ci sono meno morti, invece nel motociclismo ultimamente c’è un’ecatombe!" conclude il pilota.

 Maverick Vinales: "Sarai sempre nei nostri cuori, Dean"

"Non ci sono parole per questo momento, è stato un duro colpo per la nostra famiglia, ricorderò sempre le sfide che abbiamo avuto in ogni momento con qualsiasi cosa. Sei il nostro 'mostriciattolo' e sarai sempre con noi. Ti mando un bacio enorme ovunque tu sia". E' il messaggio che Maverick Vinales ha postato sui social per ricordare il cugino Dean Berta, morto ieri a 15 anni sul circuito spagnolo di Jerez della Frontera a seguito di un incidente durante la gara di Supersport 300. Il ragazzo correva per il Vinales Racing Team, diretta dallo zio, Angel Vinales. Oggi è stato osservato a Jerez - dove ieri tutte le attività erano state sospese - un minuto di silenzio e di cordoglio per il giovanissimo pilota. "Noi lo faremo per il resto della nostra vita - scrive su Instagram il Team Vinales -. Sarai sempre nei nostri cuori, Dean".

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