Martedì, 2 Marzo 2021
Bertolaso parla di terza ondata / Brescia

La zona arancione "rafforzata" a Brescia: cosa sta succedendo e quali sono le restrizioni

L'annuncio di Letizia Moratti: "Oggi il presidente Fontana firmerà un'ordinanza". La decisione dopo il boom di contagi delle ultime due settimane

Foto archivio Ansa

Ora è ufficiale: la zona arancione "rafforzata" è stata istituita in tutta la provincia di Brescia, in 7 comuni della Bergamasca (Viadanica, Predore, Villongo, Castelli Calepio, Credaro, Gandosso e Sarnico) e uno del Cremonese (Soncino) confinanti col territorio bresciano. "Oggi il presidente Fontana firmerà un'ordinanza per la sua istituzione", ha detto l'assessore al Welfare della regione Lombardia, Letizia Moratti. "Considerata l'ultima accelerazione - ha aggiunto la vicepresidente Moratti parlando in Consiglio regionale - nella provincia di Brescia, con l'aggravante delle varianti che nell'area sono presenti al 39% del totale dei casi, abbiamo concordato con ministero della Salute una strategia di mitigazione e contenimento del contagio". L'ordinanza per il passaggio in zona arancione "rafforzata", dunque, verrà firmata in giornata dal presidente Fontana.

"In provincia di Brescia siamo di fronte alla terza ondata"

"A Brescia evidentemente ci troviamo di fronte alla terza ondata": così Guido Bertolaso ha detto parlando al Consiglio regionale della Lombardia, spiegando che il direttore dell'assessorato al Welfare Giovanni Pavesi "ha elevato il livello di attenzione delle rianimazioni da tre a quattro". "La provincia di Brescia ha un'incidenza, ovvero un numero di nuovi casi, doppia rispetto al resto delle province lombarde. Allo stato attuale, la situazione è sotto controllo e gestibile rispetto all'autunno passato, in tutto il territorio regionale, tranne in provincia di Brescia, dove siamo di fronte alla terza ondata della pandemia. Uno stato che va aggredito immediatamente", ha aggiunto Guido Bertolaso. Già ora i reparti di rianimazione a Brescia sono "sotto stress" e per questo Areu ha "già trasportato pazienti nelle aree limitrofe".

Che cos'è la zona arancione rafforzata? Alle normali restrizioni di questa fascia di rischio covid se ne aggiungono altre per contenere i contagi:

  • la chiusura delle scuole d'infanzia, elementari e medie;
  • il divieto di recarsi nelle seconde case;
  • l'utilizzo dello smart working dove possibile.

Nelle ultime settimane Brescia è diventata un vero e proprio caso nazionale, arrivando a diventare la provincia con il secondo numero di contagi più alto d'Italia dopo la "città metropolitana" di Roma (che ha tutt'altra densità abitativa). Ieri in provincia di Brescia sono stati registrati 707 nuovi casi, 3.857 nell'ultima settimana, mai così tanti dal picco di novembre, con una media di 552 casi al giorno, in crescita del 2,4% sui sette giorni e del 9,8% sui sette giorni precedenti.

Misure più severe erano state richieste anche dai medici bresciani: "Stiamo trasferendo i malati, intervenite subito!". Dopo la decisione della Regione, ora gli spostamenti saranno consentiti soltanto all'interno del proprio comune, anche se resterà la solita raccomandazione di evitare gli "spostamenti non necessari". Per uscire dal proprio comune sarà invece necessaria l'autocertificazione su cui bisognerà indicare il motivo dello spostamento, possibile soltanto per lavoro, salute e situazioni di necessità. Gli spostamenti verso altri comuni non saranno consentiti per fare visita a parenti o amici. Salva la deroga per i residenti nei comuni con meno di 5mila abitanti: potranno superare i confini del proprio paese e spostarsi verso comuni entro una distanza di 30 chilometri, ma senza raggiungere i capoluoghi di provincia. Sarà vietato lo spostamento nelle seconde case.

Chiusi i nidi, le scuole dell'infanzia ed elementari. Si fermano anche le lezioni in presenza nelle università. Anche bar, ristoranti e pasticcerie saranno nuovamente chiusi. Sarà possibile soltanto l'asporto, fino alle 22 per ristoranti e fino alle 18 per i bar, e la consegna a domicilio senza orari. I negozi saranno aperti - con i classici obblighi del distanziamento, della mascherina e della misurazione della temperatura -, mentre i centri commerciali saranno chiusi, tranne che per alcune categorie merceologiche (beni di prima necessità).
 

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