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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Lo studio

Questi prodotti per capelli contengono sostanze chimiche pericolose

L'utilizzo di molti prodotti per la cura dei capelli rilasciano nell'aria composti organici volatili (COV) che danneggiano il tratto respiratorio, il fegato e il sistema respiratorio

Ogni giorno, attraverso la pelle e l’inalazione, assorbiamo un'ampia gamma di sostanze chimiche che possono causare danni all’organismo. I prodotti per la cura della persona sono una fonte significativa di esposizione a queste sostanze. Numerosi studi hanno dimostrato ad esempio come l’utilizzo di tinture e prodotti per lisciare i capelli alterino il sistema endocrino aumentando il rischio di tumori sensibili agli ormoni, come il cancro al seno e alle ovaie. A fornire nuovi prove sull’effetto dannoso di questi prodotti una nuova ricerca della Purdue University (Indiana, USA) che ha scoperto come moltissimi shampoo, balsami, spray, creme, lozioni, gel, oli e cere, per lisciare, arricciare o rendere meno crespi i capelli, rilascino, durante l’uso, composti volatili potenzialmente dannosi per l’organismo soprattutto quando utilizzati con strumenti a caldo, come phone e piastre.

Questi prodotti rilasciano nell'aria composti organici volatili (COV) tossici, sostanze chimiche che tendono a cambiare di stadio ed a passare dalla fase liquida alla fase aeriforme, accumulandosi nell'aria della stanza e causando una serie di problemi di salute, come il cancro, difetti alla nascita o danni riproduttivi. "I risultati - ha affermato l'autore dello studio, Nusrat Jung - sono abbastanza allarmanti, se si considera che il 97% delle persone utilizza questi prodotti e l'80% li applica maggiormente più di una volta alla settimana, e circa il 40% li applica più di una volta al giorno". "Non ci aspettavamo di vedere emissioni così significative di miscele chimiche volatili da prodotti comuni per la cura dei capelli durante le routine quotidiane di cura dei capelli che molte persone eseguono ogni giorno". I risultati dello studio sono stati pubblicati su Environmental Science & Technology.

Lo studio

I ricercatori hanno ricreato in laboratorio l’ambiente ventilato di una "piccola casa”, in cui hanno condotto 46 esperimenti con adulti tra i 18 e i 65 anni. I partecipanti hanno utilizzato diverse combinazioni di prodotti e strumenti per il trattamento dei capelli che solitamente usano nella loro routine quotidiana. Prima, durante e dopo ogni utilizzo, uno spettrometro di massa avanzato ha misurato le concentrazioni di COV nell'aria interna. I ricercatori hanno, inoltre, esaminato la relazione tra la temperatura degli strumenti per lo styling e le emissioni di COV, nonché il modo in cui le condizioni di ventilazione e la lunghezza dei capelli hanno influenzato i risultati.

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I prodotti per capelli rilasciano nell'aria sostanze tossiche

L’utilizzo dei prodotti per capelli ha determinato rapidi cambiamenti nella composizione chimica dell’atmosfera interna. I risultati hanno inoltre mostrato come l’elevata temperatura degli strumenti utilizzati per lo styling e la maggiore lunghezza dei capelli hanno aumentato le emissioni di COV. L’aumento della temperatura della piastra per capelli dalla temperatura ambiente a 210 °C ha ad esempio aumentato l'emissione dei metil silossani volatili ciclici (cVMS), un tipo di COV molto comune nei prodotti per la cura dei capelli, del 50–310%. Ma, determinante è stato anche il tipo di prodotto.

I danni al tratto respiratorio, fegato e sistema nervoso

Ad aver contribuito maggiormente alle emissioni di cVMS è stato il decametilciclopentasilossano (D5), un silicone ciclico molto utilizzato nei prodotti per lo styling dei capelli perché resta stabile alle alte temperature e rende che la texture dei prodotti sia più morbida e "setosa". Le misurazioni hanno mostrato che una persona poteva inalare fino a 20 mg di D5 al giorno. "Abbiamo scoperto - ha affermato Jung - che il silossano D5 provoca effetti negativi sul tratto respiratorio, sul fegato e sul sistema nervoso degli animali da laboratorio. Per questo motivo l'Unione europea ha limitato già l'uso di questa sostanza chimica nei prodotti cosmetici risciacquabili".

Tuttavia, per comprendere appieno le implicazioni di queste sostanze sulla salute sono necessari studi più approfonditi sulle persone. L’impatto a lungo termine sull’uomo dell’inalazione di COV, soprattutto da prodotti che non si risciacquano, è stato sottoposto a pochissimi test rispetto ai prodotti che si risciacquano come gli shampoo.

Come limitare l’esposizione ai COV

I ricercatori hanno anche osservato come la maggior parte del D5 è stata rimossa dalla stanza in circa 20 minuti dopo l'utilizzo del prodotto utilizzando la ventilazione. "Il nostro studio - ha affermato il primo autore dello studio, Jinglin Jiang - ha dimostrato che accendere la ventola di scarico del bagno può ridurre l'esposizione all'inalazione di D5 di oltre il 90%. Tuttavia, ciò aumenta il suo impatto sull'ambiente esterno". Con la ventola di scarico accesa, le emissioni D5 che si sono accumulate dall'interno all'esterno erano più elevate in un'ora che in tre ore senza l'uso della ventola.

"Sulla base di indagini sui modelli di utilizzo dei prodotti per la cura dei capelli, e supponendo che il 10% dei prodotti per capelli siano a base di silossano, l'emissione totale di D5 dall'interno all'esterno potrebbe raggiungere da 0,4 a 6 tonnellate all'anno, almeno negli Stati Uniti", hanno affermato gli autori.

Non utilizzare questi prodotti è la scelta migliore

Jung spiega che proprio come i ventilatori di scarico possono rilasciare COV nell’atmosfera, i sistemi di ventilazione possono far circolare queste sostanze chimiche all’interno negli edifici. "Quindi, anche se l'uso di prodotti con sostanze chimiche dannose non fa parte della tua routine di cura quotidiana dei capelli, ne subirai comunque l'impatto a causa dell'ambiente circostante in un contesto urbano", ha affermato. Ovviamente, l’impatto varia a seconda delle diverse abitudini individuali di cura dei capelli, e dell’esposizione in base alle superfici e allo spazio interni.

Il team sottolinea inoltre che restare nella stessa stanza dopo lo styling dei capelli aumenta l’esposizione ai COV. Quindi, per ridurre l’esposizione, non resta cambiare la stanza subito dopo l’utilizzo. "Anche se - ha concluso Jung - la soluzione migliore sarebbe non utilizzare proprio questi prodotti. Gli effetti sulle persone e sul pianeta devono essere studiati ulteriormente e devono essere intraprese azioni normative".

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