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Giovedì, 30 Giugno 2022
Il femminicidio / Alessandria

Non vuole lasciare il marito per andare a vivere con lui: la uccide a martellate

La Corte di assise di appello di Torino ha confermato l'ergastolo a Michele Venturelli, processato con l'accusa di aver ucciso Ambra Pregnolato

La Corte di assise di appello di Torino ha confermato la condanna all'ergastolo inflitta in primo grado a Michele Venturelli, l'uomo di 48 anni processato con l'accusa di avere ucciso Ambra Pregnolato, maestra d'asilo di 41 anni e madre di una bambina di 12 anni. Il 24 gennaio del 2020 a Valenza, in provincia di Alessandria, la donna è stata trovata senza vita nella sua casa, massacrata da decine di martellate. A fare la triste scoperta suo marito, di ritorno dal lavoro, che ha allertato subito i soccorsi.

Ambra Pregnolato uccisa a martellate: ergastolo confermato per Michele Venturelli

Poco dopo viene ascoltato un conoscente della donna, Michele Venturelli, irrintracciabile in un primo momento. L'uomo in fuga viene ritrovato dalla polizia ferroviaria nei pressi della stazione dei treni di Alessandria. Il 48enne, orafo, poi confessa l'omicidio. Il movente? Venturelli dice di avere una relazione con Ambra Pregnolato da circa un anno, ma che lei non voleva lasciare il marito e andare a vivere insieme. Quel 21 gennaio 2020 si erano incontrati nella casa della vittima per porre fine alla relazione. "Mi aveva detto che voleva provare a recuperare il matrimonio e che non se la sentiva di mollare tutto e andare a vivere da sola", raccontò l'orafo durante il processo di primo grado. 

Dopo il rifiuto della donna, Venturelli avrebbe perso la testa. Così l'ha aggredita colpendola con un martello, ricostruzione poi confermata dalla perizia medico legale. L'arma del delitto è stata poi recuperata dai carabinieri del comando provinciale di Alessandria in un'ansa del fiume Po, dove l'uomo l'aveva gettata nell'immediatezza dell'omicidio.

"Non ricordo di averla colpita. Quando sono tornato in me ho visto quella scena, ero accanto a lei. C'era sangue. Non riuscivo a capire se quella fosse la realtà", le sue parole. Durante la prima fase del processo venne fatta anche una perizia psichiatrica che confermò come l'orafo fosse in grado di intendere e volere. Al processo d'appello Michele Venturelli è stato assistito dall'avvocato Vincenzo Coluccio, che ha annunciato il ricorso in Cassazione.
 

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