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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Dimissioni del Papa

Vaticano, le Guardie Svizzere si ritirano: scatta la sede vacante

A reggere la "cattedra" di San Pietro, nel momento in cui le guardie lasciano il portone del Palazzo apostolico, sono il camerlengo e il cardinale decano. A governare fino al Conclave saranno quindi Bertone e Sodano

Stato del Vaticano. 28 febbraio 2013. Ore 20. E' l'ora "X": scatta la sede vacante.

Le Guardie Svizzere si ritirano dal portone del Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo.

E' il segnale: la cattedra di San Pietro resterà vuota fino alle elezioni del nuovo Papa.

Cosa accadrà dalle 20 in poi, è tutto scritto nei vari regolamenti: per la fase di "sede vacante" gli organi di governo della Chiesa, coloro che terranno le redini di San Pietro, sono la Camera Apostolica - il camerlengo, il suo vice e gli uditore - che avrà il ruolo di "custodire" i beni della Chiesa e il Collegio cardinalizio - riunito nelle Congregazioni generali - che sotto la presidenza del cardinale decano provvederà agli affari correnti.

Il che significa che a reggere il Vaticano saranno Tarcisio Bertone e Angelo Sodano.

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Dal primo marzo inizieranno una serie di riunioni, alle quali parteciperanno anche i cardinali ultraottantenni, e di incontri che rappresentano anche un'occasione per i porporati di conoscersi di persona e verificare i diversi orientamenti. Il tutto finchè non sarà decisa la data di inizio del Conclave.

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Durante la "sede vacante" decadono dal loro incarico il segretario di Stato, i prefetti, i presidenti e i membri di tutti i dicasteri curiali, mentre restano nel loro ruolo il penitenziere maggiore (il cardinale Manuel Monteiro de Castro), il cardinal vicario per la diocesi di Roma (Agostino Vallini), il cardinale arciprete di San Pietro (Angelo Comastri) e l'elemosiniere (monsignor Guido Pozzo).

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Restano in carica anche il camerlengo (attualmente è il cardinale Tarcisio Bertone) così come il sostituto della Segreteria di Stato (monsignor Angelo Giovanni Becciu), il segretario per i Rapporti con gli Stati (monsignor Dominique Mamberti) e i segretari dei Dicasteri vaticani. Non decadono neppure i nunzi e i delegati apostolici.

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LE PAROLE DI RATZINGER - "Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l'età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino", aveva detto, nello sconcerto generale dei cardinali presenti.

"Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell'animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l'elezione del nuovo Sommo Pontefice".

L'ADDIO - Benedetto XVI, che mercoledì ha tenuto la sua ultima udienza generale in piazza San Pietro alla presenza di 150mila fedeli, nel suo ultimo giorno di Papato alle 11 si congedato dai cardinali, quelli residenti a Roma e quelli già arrivati in vista del Conclave. Benedetto XVI li ha salutati, senza discorso previsto, dopo un breve saluto introduttivo del decano del collegio Angelo Sodano.

Alle 16:55 l'addio al palazzo apostolico, salutato dal segretario di Stato Tarcisio Bertone nel Cortile San Damaso, alle 17 il congedo da Sodano all'eliporto vaticano, alle 17:15 l'arrivo nel palazzo sulle pendici del lago di Castel Gandolfo. Ultimo atto pubblico, l'affaccio dal balcone per un breve saluto ai fedeli. Poi la scomparsa nelle stanze.

Alle 20:01, decaduto da ruolo di Romano Pontefice, divenuto Papa emerito, gli Svizzeri lasciano la guardia dal portone del Palazzo Apostolico.

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