Venerdì, 16 Aprile 2021

Faceva prostituire la figlia 13enne, tra i clienti un uomo di 90 anni

I primi incontri venivano consumati in un casolare abbandonato nelle campagne di Ragusa. La madre della ragazzina è stata fermata insieme 4 uomini: le accuse sono gravissime

Il casolare dove si consumavano gli incontri

Faceva prostituire la figlia ed è finita in carcere insieme con quattro clienti. Accade a Ragusa dove la madre della ragazzina è stata fermata insieme  a 4 uomini tra cui un novantenne. In manette una rumena, due italiani e due marocchini. La madre della bambina di 13 anni è indagata per sfruttamento della prostituzione minorile, mentre per i quattro uomini dovranno rispondere di atti sessuale con minore e violenza sessuale. 

Tutto è iniziato nel mese di marzo quando durante dei controlli contro il caporalato nelle campagne del Ragusano gli uomini della Squadra Mobile hanno notato una ragazzina che "aveva degli atteggiamenti non consoni alla sua età". I poliziotti hanno voluto vederci chiaro. Sin dalle prime informazioni raccolte, gli investigatori hanno appreso che la piccola era solita avere rapporti sessuali con uomini anche molto più grandi di lei e vi era il sospetto che fosse proprio la madre a gestire una vera e propria attività di meretricio della bambina traendone un profitto.

Gli incontri consumati con braccianti agricoli 

I fatti avvenivano nelle campagne di Acate in provincia di Ragusa, dove vi sono migliaia di metri quadri destinati alle coltivazioni in serra. Proprio all'interno degli impianti serricoli la ragazzina consumava rapporti sessuali con braccianti agricoli nord africani e rumeni o ancora con italiani. Le intercettazione telefoniche non hanno fatto altro che confermare il quadro inquietante già emerso dalle prime indagini.

(In basso: il video della squadra mobile)

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"Sfruttava la figlia 13enne per soldi"

La ragazzina veniva spesso portata dalla madre da un anziano dove faceva la cameriera per poter avere dei generi di prima necessità o anche per fare una doccia e l'uomo la portava su in camera per chiederle dei favori sessuali. 

Durante le investigazioni è emerso che uno dei clienti, di 61 anni, "addirittura pretendeva di avere l'esclusiva in quanto aveva dato in uso la sua casa al mare a lei ed alla madre". Mentre un altro aveva 90 anni. "La madre anziché proteggere la sua bambina, la sfruttava percependo somme di denaro o altre utilità come vino, birra, sigarette, una doccia o una casa dove poter dormire".

"Tutti sapevano ma nessuno parlava"

"Inizialmente i primi rapporti sessuali venivano consumati dalla piccola all'interno di un casolare abbandonato a pochi metri dal mare, tra una serra e l'altra dove c'era solo una rete con un materasso - dicono gli inquirenti - Gli operai che finivano di lavorare in campagna si appartavano con lei trovando rifugio dietro una tenda fatta con un lenzuolo per proteggersi da occhi indiscreti ma tutti invece sapevano e nessuno parlava. Tutti sapevano che la piccola andava con i colleghi di lavoro ed invece di denunciare anche anonimamente si giravano dall'altra parte o peggio la cercavano per avere anche loro rapporti sessuali".

"La bambina era stata talmente tanto adultizzata da credere di poter avere rapporti sessuali con maggiorenni tanto che nelle ultime settimane aveva intessuto una relazione sentimentale con un marocchino di 30 anni - dicono - Pochi giorni fa, la Squadra Mobile di Raggusa durante le intercettazioni ha carpito che la ragazzina volesse denunciare uno dei tanti uomini con il quale aveva consumato dei rapporti sessuali pertanto su disposizione della Procura della Repubblica è stato fatto un intervento d'urgenza, spiegano gli inquirenti. 

Il racconto della ragazzina

La bambina è stata immediatamente affidata ad un centro specializzato ed una donna della Polizia di Stato insieme ad una psicologa ha ascoltato il durissimo racconto della piccola, racconto quasi incredibile. La ragazzina nel raccontare quanto le era accaduto non faceva trasparire alcun segno di rabbia nei confronti della madre, questo perché chi doveva proteggerla ha fatto il contrario facendole vivere una vita non sua, una vita che per un'adulta è già atroce. La piccola non si è resa conto perché non ha mai conosciuto la differenza, ovvero la vita che merita una bambina della sua età".

Gli indagati stavano pianificando la fuga

Poche ore dopo il Pubblico Ministero titolare delle indagini ha disposto il fermo degli indiziati di delitto in quanto si temeva che potessero fuggire. Dalle intercettazioni è emerso che tutti gli indagati avessero avuto notizia che la ragazzina era stata portata via dalla Polizia pertanto stavano pianificando una fuga. La Procura della Repubblica di Ragusa ha richiesto la convalida del fermo che il Gip ha accolto, applicando la misura cautelare in carcere per tutti gli indagati tranne che per il novantenne al quale è stata applicata la misura dell'obbligo di dimora. 

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