Sabato, 24 Luglio 2021
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Migranti, il sospetto della Procura: "Membri delle Ong sanno dove soccorrere i barconi"

La Procura di Trapani indaga per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, coinvolti anche membri delle organizzazioni umanitarie. Ma il pm Ambroso Cartosio smentisce Zuccaro: "Non ci risultano contatti con i trafficanti"

Immagine d'archivio

"La procura di Trapani ha in corso indagini sull'ipotesi di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina che coinvolgono non le Ong come tali ma persone fisiche appartenenti alle Ong".

È quanto ha dichiarato il Procuratore aggiunto presso la procura di Trapani, Ambrogio Cartosio, davanti alla commissione Difesa del Senato.

Secondo il pm di Trapani, la presenza di alcuni navi "in un determinato fazzoletto di mare, costituisce un elemento indiziario forte per dire che sono al corrente che in quel tratto di mare arriveranno imbarcazioni". "In alcuni casi - ha detto il pm - soggetti a bordo delle navi umanitarie sono evidentemente al corrente del luogo e del momento in cui si troveranno imbarcazioni di migranti: ciò pone un problema relativo alla regolarità di questo intervento". 

"Alla Procura di Trapani - ha spiegato ancora Cartosio - risulta, in qualche caso, che qualche intervento delle Ong è avvenuto senza intesa con la Guardia Costiera".

E non è tutto. Secondo il Corriere della Sera gli inquirenti di Trapani nutrono anche il sospetto che i migranti vengano convinti da membri delle Ong a non collaborare con la polizia una volta sbarcati in Italia.

Fiorenza Sarzanini sul Corsera cita in particolare un episodio avvenuto nel maggio 2015 dopo il salvataggio di 317 migranti da parte di una Ong. In quell’occasione i poliziotti avevano evidenziato come "i migranti non sono stati molto collaborativi nel fornire informazioni dettagliate circa il viaggio".

La fonte aveva poi aggiunto che "a differenza del passato, i migranti soccorsi e trasferiti da navi delle Ong, quando vengono fatti sbarcare nei porti italiani sono restii a cooperare. Tale circostanza potrebbe essere il risultato di un ‘indottrinamento’ impartito a bordo al fine di non collaborare con le forze dell’ordine italiane e il personale dell’agenzia Frontex".

"NON CI RISULTANO CONTATTI TRA SCAFISTI E ONG"

Nel corso della sua audizione alla Camera, il Procuratore Cartosio ha invece ridimensionato alcune delle ipotesi formulate dal pm Zuccaro. "Alla Procura di Trapani non risultano contatti telefonici diretti tra persone che si trovano sulla terrefaerma libica e le stesse organizzazioni non governative", ha detto, aggiungendo che allo stato delle indagini non ci sono "elementi per poter dire che i finanziamenti ricevuti dalle Ong possano essere di origine illecita". Cartosio ha anche escluso categoricamente "che gli interventi di soccorso delle organizzazioni abbiano finalità diverse da quelle umanitarie".

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