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Martedì, 5 Marzo 2024
L'incidente / Cuneo

Investe un cinghiale: donna muore davanti ai figli

L'incidente è avvenuto nella serata di ieri in provincia di Cuneo. La vittima, Maria Verdirose, si trovava in auto insieme al marito e ai due figli: dopo aver colpito l'animale, la vettura è finita fuori strada

Una donna di 55 anni, Marisa Verdirose, ha perso la vita in un incidente stradale avvenuto a Villanova Mondovì, in provincia di Cuneo, intoro alle 22 di ieri, giovedì 14 luglio. La 55enne si trovava in auto insieme al marito, alla guida, e ai due figli, seduti sui sedili posteriori, quando la vettura si è scontrata contro un cinghiale. Come riportano i media locali, l'animale sarebbe spuntato all'improvviso, in un tratto di strada poco illuminato: dopo l'impatto con il cinghiale l'auto è finita fuori strada. 

L'impatto con l'animale selvatico è stato inevitabile, l'auto ha deviato verso sinistra, ha sbattuto contro una cunetta a bordo strada e si è schiantata in un prato. Il guidatore è stato estratto dalle lamiere dai vigili del fuoco e portato all'ospedale di Mondovì, mentre sono stati vani i tentativi di rianimare la donna. Anche l'animale, una femmina di grossa taglia, è morto nell'incidente. Il marito della donna, che era alla guida, è stato ricoverato in ospedale con traumi multipli. Un dramma che torna a porre l'accento sull'emergenza cinghiali, divenuti in problema in diverse zone d'Italia, tra cui proprio il Piemonte, con le autorità locali che da tempo chiedono un intervento al Governo.

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Cinghiali, incindenti raddoppiati in 10 anni

Negli ultimi 10 anni sono quasi raddoppiati (+81%) gli incidenti gravi con feriti e morti causati dagli animali. Secondo le stime di Coldiretti sui dati Aci Istat, nell'ultimo anno si contano 13 vittime e 261 feriti gravi. "L'incidente di Cuneo - sottolinea la Coldiretti - dimostra come la situazione sia ormai ingovernabile. A testimoniarlo è anche la protesta da parte delle Regioni al Cinsedo a Roma, con la partecipazione del presidente della Coldiretti Ettore Prandini, sul fatto la bozza di decreto interministeriale che prevedeva l'ampliamento del periodo di caccia al cinghiale e la possibilità da parte delle Regioni di effettuare piani di controllo e selezione nelle aree protette è rimasta lettera morta. E intanto le campagne continuano ad essere devastate dai selvatici".

"È paradossale che con i costi fuori controllo noi dobbiamo spendere di più per coltivare e il raccolto ci vien distrutto dai selvatici - denuncia il presidente della Coldiretti Ettore Prandini - Ma ci sono anche agricoltori che hanno addirittura perso la vita a causa dei cinghiali e in un Paese normale ciò non dovrebbe essere possibile". Proprio per fermare l'invasione la Coldiretti ha promosso un'alleanza tra il mondo agricolo e il mondo venatorio e della gestione faunistica con il Comitato Nazionale Caccia e Natura (Cncn). Si tratta di una grande rete di migliaia di aziende per il monitoraggio e la gestione del territorio nazionale con l'obiettivo di rappresentare un argine alla proliferazione indiscriminata di fauna selvatica che mette a rischio la vita dei cittadini sulle strade e le produzioni agroalimentari Made in Italy, a partire dai suoi settori di punta, ma anche di tutelare l'ambiente, attraverso una presenza capillare in grado di prevenire gli incendi e i pericoli legati al dissesto idrogeologico e combattere il cambiamento climatico valorizzando il ruolo dei boschi di catturare Co2. 

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