Giovedì, 29 Luglio 2021
Esplosioni / Lecce

Esplode una bombola e crolla una palazzina: due feriti, uno è grave

L’episodio nella notte, nel centro abitato di Martano. Un componente della famiglia ha riportato diverse ustioni

L'edificio crollato

MARTANO (LECCE) - Un boato nel cuore del nucleo storico di Martano: una palazzina si sbriciola e madre e figlio restano feriti. Ad avere la peggio il 50enne: è ricoverato con gravi ustioni. Arcangelo Michele Grande, che vive assieme all’anziana madre ultraottantenne in via Margoleo, nei pressi di via Guglielmo Marconi, è stato accompagnato d’urgenza nel reparto Grandi ustionati dell’ospedale 'Antonio Perrino' di Brindisi dopo la violenta deflagrazione che ha sventrato la sua abitazione.

Sua madre, ferita in maniera più lieve, è stata invece ricoverata presso l’ospedale di Scorrano, dove si trova attualmente in stato di shock. L’incubo è cominciato cinque minuti prima delle 4, quando l’esplosione di una delle due bombole di gas presenti nell’appartamento, ha sventrato quest’ultimo, arrecando danni anche alle abitazioni vicine. 

L’onda d’urto ha del tutto demolito l’abitazione della sfortunata famiglia (le foto interne sono di Francesco Pidri e Toty Donno), ma la sorte si sarebbe anche potuta accanire, causando una tragedia che, invece, è stata soltanto sfiorata.

Il video delle macerie

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Sul posto, nel giro di alcuni minuti, sedici vigili del fuoco del comando provinciale con sei mezzi, sopraggiunti su richiesta dei vicini di casa, i primi a prestare i soccorsi. Immediati anche gli aiuti degli operatori del 118 e dei carabinieri della stazione locale e dei colleghi della compagnia di Maglie, guidati dal capitano Giorgio Antonielli. I pompieri hanno estratto i corpi feriti del 50enne e dell’anziana madre, affidandoli entrambi alle cure del personale sanitario. Grande, intanto, pur avendo rimediato gravi ustioni, non sarebbe in pericolo di vita. I militari dell’Arma hanno messo in sicurezza la zona, supportando i 'caschi rossi' nei sopralluoghi.

Un boato nella notte 

I lavori si sono protratti fino alla mattinata, nell’area transennata e interdetta al passaggio pubblico. Le cause dell’accaduto sarebbero addebitabili a una fuga di gas, partita da uno dei contenitori metallici: la fuoriuscita avrebbe saturato l’ambiente e intaccato un’altra bombola attiva, probabilmente collegata a una stufa lasciata accesa. 

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