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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Indagini a tutto campo / Torino

Massimo Melis, l'omicidio è un giallo: la pista dello stalker e il rebus dell'ora

Il soccorritore di 52 anni della Croce Verde potrebbe essere stato ucciso per aver aiutato e protetto l'amica Patrizia da un pregiudicato di 62 anni con cui aveva avuto una relazione anni prima. Ma si indaga a tutto campo

Potrebbe essere stato ucciso per aver aiutato e protetto la sua vecchia amica Patrizia. Massimo Melis, il 52enne operatore della Croce Verde di Torino il cui corpo è stato trovato nel pomeriggio di lunedì 1 novembre 2021, all'interno della sua Fiat Punto parcheggiata in via Gottardo, conduceva una vita senza ombre. Un uomo buono, sempre col sorriso, sempre disponibile con tutti come raccontano amici e colleghi 

L'omicidio di Massimo Melis a Torino: pista stalker

Un colpo di pistola alla tempia l'ha ucciso mentre era in auto e stava per ripartire, dopo aver accompagnato a casa l'amica.  La dinamica dell’omicidio, ricostruita dalla Squadra Mobile della polizia, sembra abbastanza chiara: Melis è stato ucciso da un colpo di pistola sparato alla tempia sinistra mentre era seduto al posto del guidatore. Il proiettile si è conficcato nella portiera destra dell’auto. Le chiavi erano inserite ma Melis non aveva ancora allacciato la cintura di sicurezza. Il killer sarebbe sbucato da un angolo buio del giardino pubblico.

"Lui mi mette a disagio. Aiutami per favore": questo la donna, fidanzata di tanti anni prima e grande amica ancora oggi, gli aveva confidato. "Lui" è un pregiudicato di 62 anni con cui aveva avuto una relazione anni prima. Era tornato di recente a farsi vedere da quelle parti, nel cuore di Barriera di Milano, periferia nord di Torino, dove c'è il bar in cui lei lavora. Luomo che gli inquirenti cercano, il pregiudicato di 62 anni, è irreperibile, scrive TorinoToday. Forse in fuga. Patrizia, che ha trovato il cadavere di Melis in auto il giorno dopo l'omicidio, ha subito indicato questa pista agli inquirenti. Ma si indaga a tutto campo, analizzando anche i tabulati telefonici della vittima. Non sarebbe stato trovato assolutamente nulla per ora che possa spiegare un'esecuzione tanto spietata. 

La pista dello stalker di Patrizia al momento sarebbe quella privilegiata. Massimo Melis ogni volta che poteva scortava Patrizia fino al pianerottolo di casa. Lei non aveva mai presentato denunce. Il soccorritore e autista di ambulanze per la Croce verde, potrebbe essere stato ucciso per aiutare l'amica in difficoltà. Massimo aveva per lei un legame speciale, si sarebbe offerto di proteggerla, di farle da angelo custode. Ecco perché l'altra sera, dopo aver parcheggiato l'auto al di là del parco, ha accompagnato l'amica fin sotto casa. Poi quelle poche decine di metri fino all'auto, dove ha trovato la morte.

I punti ancora da chiarire del giallo

Ci sono però aspetti da chiarire con precisione: Melis e Patrizia avevano passato la giornata di domenica insieme: prima facendo la spesa al supermercato, poi cenando, quindi sotto casa di Patrizia, dove Melis avrebbe riaccompagnato l’amica intorno alle 21. Secondo i primi accertamenti pare che l’omicidio possa essere avvenuto però intorno alle 23. Dall'autopsia potrebbero arrivare elementi utili alle indagini. Davvero c'è uno scarto di due ore "da riempire" nella scansione temporale oppure no? E' stato ucciso subito dopo aver salutato l'amica? Domande ancora senza risposta.

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