Martedì, 24 Novembre 2020
Messina

Messina, "truffa dei gettoni": obbligo di firma per 12 consiglieri comunali

L'amministrazione nel mirino della digos: obbligo di firma a 12 politici. Avrebbero finto la presenza ai lavori delle commissioni consiliari, costate quasi un milione di euro

MESSINA - Dovranno firmare nell'ufficio della polizia municipale un minuto prima dell'inizio e un minuto dopo la fine dei lavori della commissione di cui fanno parte. Una sorta di "daspo" per i 12 consiglieri comunali di Messina, voluto dal giudice delle indagini preliminari Maria Militello. Tutto nasce da un'inchiesta sulla "gettinopoli", costata alle casse del comune quasi un milione di euro. I dodici consiglieri appartengono a diversi partiti e liste civiche. Alcune intercettazioni telefoniche lasciano pochi dubbi sulla loro condotta: "Io voglio questo c...di indennità. A me di fare le commissioni non me ne fotte niente, io voglio solo l'indennità".

Le accuse sono di truffa aggravata, falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici e abuso d'ufficio. I politici percepivano in maniera fraudolenta il cosiddetto "gettone di presenza" in occasione delle sedute delle commissioni consiliari permanenti del comune di Messina. Nonostante il consiglio comunale di Messina avesse dimezzato il compenso da 100 a 54 euro a seduta, i consiglieri non avevano avuto esitazione a segnarsi presenti nel numero massimo di sedute consentite per garantirsi l'indennità aggiuntiva. Firmavano la presenza e andavano via senza neanche aspettare l'inizio dei lavori o dopo pochi minuti. E dall'enorme numero di sedute di commissione venivano partoriti pochissimi provvedimenti che poi approdavano in aula. Il record della permanenza lampo in commissione è del capogruppo Pd Paolo David che ai lavori è riuscito a partecipare per soli venti secondi.

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