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Venerdì, 24 Maggio 2024
Le intercettazioni

Posti di lavoro, carne e benzina: il "metodo" Mimmo Russo per vincere le elezioni

È riuscito a navigare per quasi 40 anni tra i palazzi del potere, ora l'esponente palermitano di Fratelli d'Italia è finito in carcere. Avrebbe contato sui voti di vari clan, ma anche di imprenditori. Le carte dell'inchiesta

Anche se lui stesso si definiva "un animale d'Aula", pieno di "passione", quello che si potrebbe chiamare "il metodo Mimmo Russo" avrebbe avuto ben poco a che fare con l'espressione più nobile della politica. È invece, secondo chi indaga, una perfetta declinazione del peggior clientelismo, con cui si specula sulla miseria - economica e culturale - e la disoccupazione per ottenere consenso elettorale e navigare per quasi quarant'anni nei palazzi del potere.

"Lotta per il sociale, Mimmo pure se è a destra è più sociale di uno che è a sinistra...", così si legge in un'intercettazione dell'inchiesta dei carabinieri che ha portato all'arresto dell'esponente di Fratelli d'Italia, che è stato subito sospeso dal partito. Uno spaccato triste e desolante, dove i poveri restano poveri e a disposizione di chi può regalare un buono per la benzina, una busta con la spesa o un posto di lavoro in cambio di voti, e i "comitati d'affari", anche grazie alle entrature politiche, riescono a portare avanti speculazioni e i grandi interessi economici ma di pochi.

Il procuratore aggiunto Marzia Sabella e il sostituto Andrea Fusco che coordinano l'inchiesta con cui sono stati arrestati anche Gregorio Marchese, figlio del superkiller di Cosa nostra, Filippo, detto "milinciana" e il faccendiere - iscritto alla loggia massonica Grande Oriente d'Italia - Achille Andò, sintetizzano perfettamente il "sistema Russo", parlando di un "sistematico modus operandi, consistente nel farsi promettere voti in cambio di assunzioni, rendendosi credibile interlocutore proprio sfruttando la sua carica di consigliere comunale" e sottolineando che "grazie al suo ufficio pubblico, Russo prometteva a imprenditori e professionisti interessati a investimenti nel Comune che si sarebbe attivato per far aprire loro tutte le porte dell'amministrazione comunale, di converso otteneva da questi imprenditori e professionisti un pacchetto di assunzioni da usare come merce di scambio in campagna elettorale. La particolarità del metodo usato da Russo - scrivono ancora i pm - è che i posti di lavoro venivano promessi in particolare a soggetti di interesse della criminalità organizzata, che così veniva ulteriormente coinvolta nella realizzazione del progetto".

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