Martedì, 21 Settembre 2021
Morte Ciro Esposito

Morte Ciro Esposito, De Santis confessa: "Sparai per paura, non sono un mostro"

In una lunga lettera inviata agli inquirenti, "Danielino" confessa le sue responsabilità: "Ho sparato perché ero spaventato". Poi la richiesta di rinviare l'interrogatorio per "riflettere ancora su quanto accaduto"

Daniele De Santis (Foto Facebook)

ROMA - Ha confessato. Dopo mesi di silenzio, di esami "misteriosi" - come lo stub che inizialmente diede esito parzialmente negativo -, di referti medici discordanti tra loro sulle presunte coltellate, è stato Daniele De Santis a raccontare la verità. La sua. Lo ha fatto in una lettera invitata via fax agli inquirenti per spiegare di non "essere ancora pronto per l'interrogatorio" e per ammettere, finalmente, di essere stato lui a sparare.

L'ex ultrà giallorosso ha ricostruito i momenti prima di quel tragico Napoli-Fiorentina che portarono alla morte di Ciro Esposito, spentosi in un letto d'ospedale quasi due mesi dopo per ferite da arma da fuoco. Le provocazioni, i fumogeni, l'aggressione, gli spari. "Ho avuto paura e ho sparato", ha scritto "Danielino". 

De Santis, accusato di omicidio volontario, ha spiegato - nella stessa lettera - di essere stato coinvolto in una rissa con alcuni tifosi del Napoli e di aver aperto il fuoco perché spaventato. Una versione, questa, confermata per il momento dalla perizia del Ris i cui tecnici sostengono che l'uomo fu prima "sopraffatto dagli aggressori" e poi sparò. 

Il prossimo passo dovrebbe essere una piena confessione davanti agli inquirenti, che lo aspettano per giovedì nove ottobre. Anche se a quell'appuntamento Daniele De Santis non dovrebbe presentarsi perché, ha scritto agli inquirenti, "non sono pronto" e "voglio riflettere ulteriormente su quanto avvenuto". Lo stesso tifoso romanista ha poi motivato la sua richiesta con la volontà di "risolvere prima i miei problemi di salute". 

La lettera inviata ai pm sarebbe lunga almeno due pagine. Una sorta di memoriale, secondo i suoi difensori, gli avvocati Tommaso Politi e Michele D'Urso, che hanno chiesto di secretare l'atto. "Non sono un mostro e la verità su quanto accaduto sta emergendo" ha scritto ancora De Santis. "Sono preoccupato - ha aggiunto - per il fatto che su internet è rintracciabile l'indirizzo dei miei genitori".

La lettera è "una spiegazione abbastanza articolata di quello che in questo momento sta vivendo. Il mio assistito, che è stato di recente colpito da ischemia, ha chiesto la massima riservatezza della lettera", ha sottolineato Politi. "L'originale - hanno concluso i legali - verrà presto messo a disposizione degli inquirenti".

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