rotate-mobile
Giovedì, 23 Maggio 2024
CRONACA

Combatteva le ecomafie: ucciso dai veleni, dimenticato dallo Stato

Roberto Mancini, uno dei primi poliziotti contro le ecomafie, è morto questa mattina dopo dodici anni di lotta contro un cancro. A ucciderlo un tumore causato dagli anni di lavoro tra i rifiuti tossici, anni che lo Stato sembra aver dimenticato

ROMA - E' morto per cercare la verità. Se n'è andato per avere indagato fino a dove nessuno aveva osato spingersi. La guerra di Roberto Mancini è finita. Il poliziotto che con le sue indagini ha anticipato di quindici anni il disastro della Terra dei fuochi è morto questa mattina all'ospedale di Perugia, ucciso da un linfoma non-Hodgkin: un cancro al sangue conseguenza dei veleni respirati duranti anni di lavoro tra rifiuti tossici e radioattivi. La lotta della famiglia di Roberto, però, non è finita. E non finirà. 

Nei primi anni '90 - racconta Repubblica - Roberto inizia a lavorare sul traffico illecito di rifiuti in Campania e nel 1996 consegna un dossier che verrà preso in considerazione solo nel 2011. Tra il 1997 e 2001 lavora come consulente per la commissione rifiuti della Camera dei deputati. Nel 2002, poi, la batosta. Lifoma non-Hodgkin, dicono i medici. Così inizia la guerra di Roberto Mancini contro quello Stato che ha sempre servito. 

LA MAMMA DI ROBERTO IN LACRIME: "DATEGLI QUELLO CHE GLI SPETTA"

Il ministero degli Interni certifica il suo cancro del sangue come “causa di servizio” e gli riconosce un indennizzo di cinquemila euro. A Roberto Mancini non bastano: “È un’ingiustizia”, dice. Nel luglio 2013 la Camera gli nega un ulteriore indennizzo. Il 6 Aprile 2014 vengono consegnate a Montecitorio oltre ventimila firme in calce a un appello che chiede che a Mancini sia riconosciuto il giusto risarcimento. La Camera promette l’apertura di un’istruttoria. A oggi la petizione di change.org è stata sottoscritta da più di cinquantamila persone. 

Ma, oggi, Roberto non c'è più. Restano solo le parole di sua moglie Monika: "Spero che le sofferenze che Roberto ha dovuto sopportare per aver servito lo Stato contro le ecomafie in Campania non cadano nell'indifferenza delle istituzioni e dell'opinione pubblica e mi auguro che il suo ricordo possa servire da esempio per tutti coloro che non vogliono arrendersi a chi vuole avvelenare le nostre terre, le nostre vite".

roberto mancini change-2

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Combatteva le ecomafie: ucciso dai veleni, dimenticato dallo Stato

Today è in caricamento