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Sabato, 25 Maggio 2024
Il delitto sul Piave

Scelta a caso e uccisa mentre prendeva il sole: Fabrizio Biscaro era capace di intendere e volere?

Elisa Campeol, 35 anni, venne accoltellata sulle sponde del Piave, a Moriago della Battaglia. Al via l'incidente probatorio per stabilire se l'assassino era consapevole delle sue azioni

È a un nuovo bivio la vicenda di Elisa Campeol, la 35enne di Pieve di Soligo (provincia di Treviso), uccisa lo scorso 23 giugno mentre prendeva il sole sulle sponde del Piave a Moriago della Battaglia, sempre nel Trevigiano. A commettere l'omicidio - su questo non sembrano esserci dubbi - è stato un 34enne del posto, Fabrizio Biscaro, un operaio interinale residente a Col San Martino. Resta il mistero sul movente. Tra l'assassino e la vittima - raggiunta da diverse coltellate - non è stato trovato alcun legame. Una circostanza che già in un primo momento aveva fatto ipotizzare che la 35enne, titolare di un bar, fosse stata scelta a caso e poi assassinata.

Subito dopo il ritrovamento del cadavere, Biscaro era andato a costituirsi presentandosi in caserma a Valdobbiadene con le mani ancora sporche di sangue e nello zaino l'arma del delitto. Agli inquirenti avrebbe detto di avere agito spinto da un impulso irrefrenabile e dal bisogno di fare del male a qualcuno. Ora sarà compito della magistratura stabilire se al momento dei fatti l'uomo era capace di intendere e volere. L'incidente probatorio - lo riferisce TrevisoToday - ha preso il via proprio oggi. Il gip Marco Biagetti ha affidato l'incarico al consulente Tullio Franceschini che dovrà stabilire se il 34enne era conscio di ciò che faceva e se possa sostenere un eventuale processo.

Elisa Campeol omicidio treviso-2

Elisa Campeol, l'assassino era stato già ricoverato per atti di autolesionismo

Biscaro si trova attualmente recluso nel carcere di Treviso, sedato, piantonato nell'infermeria e sorvegliato giorno e notte in quanto si teme che possa tentare il suicidio. È indagato per omicidio volontario con l'aggravante della premeditazione; il gip nel confermare la custodia cautelare lo ha definito "socialmente pericoloso" e quindi potenzialmente in grado di reiterare il reato.

Biscaro, residente con i genitori a Col San Martino, era stato ricoverato in ospedale in passato per alcuni episodi di autolesionismo pregressi, tra cui un tentativo di suicidio avvenuto all'inizio del 2020 e sventato dal padre. Era anche un paziente del Centro di Salute Mentale di Conegliano, da cui risulta però dimesso. La difesa, affidata all'avvocato Rosa Parenti, ha nominato come proprio consulente il medico psichiatra Alberto Kirn.

L'atroce delitto di Elisa Campeol

Venti le coltellate con cui il 34enne aveva posto fine alla vita della povera Elisa. Intorno all'ora di pranzo del 23 giugno, dopo aver vagato per due ore con in mano il coltello che aveva comperato il giorno in un supermercato a Valdobbiadene, Biscaro si avventò sulla giovane donna che stava prendendo il sole. Una coltellata raggiunse la giovane donna al cuore provocandone il rapido dissanguamento. Un omicidio atroce e inspiegabile. Prima di uccidere Biscaro si avviciniò alla vittima - quando quest'ultima era ancora viva - tagliandole un orecchio che poi porto con sé fino alla caserma dei carabinieri di Valdobbiadene come macabra prova di quello che aveva appena fatto.
 

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