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Giovedì, 13 Giugno 2024
Milano

Duplice omicidio di Milano: "E' legato al narcotraffico"

Gli inquirenti sembrano non avere dubbi: "Il caso riguarda lo spaccio di stupefacenti". Il killer avrebbe colpito per rispondere a uno 'sgarro' della coppia. A sparare "uno che sa come si usa un revolver"

Il duplice omicidio di Milano "è maturato in un contesto che riguarda il narcotraffico di stupefacenti". A confermare questa ipotesi è il prefetto Gian Valerio Lombardi a margine del Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza.

Chiarissime le parole del responsabile della sicurezza del capoluogo lombardo: "Non possiamo dire che in città ci sia un'emergenza sicurezza" ma "per dare una risposta abbiamo organizzato un piano straordinario di servizi per assicurare un maggior controllo del territorio".

Alla domanda su che cosa consistesse questo piano straordinario, Lombardi ha spiegato: "Faremo uscire più macchine e più mezzi delle forze dell'ordine e della polizia locale e controlleremo di più la città e il territorio".

In merito alle due sparatorie, ha spiegato il prefetto, sono "episodi scollegati" e il duplice omicidio commesso lunedì scorso in via Muratori "è maturato in un contesto che riguardail traffico degli stupefacenti".

"MILANO NON E' IL FAR WEST" - "Milano non è il Far West né il Bronx che erano un'altra cosa, se volete sabato prossimo andiamo tutti sui Navigli e poi mi dite se nel Far West o nel Bronx c'era la vita che c'è qui". È quanto ha risposto il questore di Milano, Alessandro Marangoni, ai cronisti che lo incalzavano sullo stato della sicurezza in città, al termine della riunione del comitato per l'ordine pubblico che ha varato un piano straordinario di servizi per il controllo del territorio. Il comandante provinciale dei Carabinieri, Salvatore Luongo, ha poi spiegato che "le forze dell'ordine lavorano insieme con strategie operative ben definite che saranno rafforzate attraverso un piano specifico che metteremo a punto a breve".

LE INDAGINI - Il riserbo è massimo, gli accertamenti sono ancora in corso e le persone da sentire ancora diverse ma con il passare delle ore gli investigatori della Squadra Mobile di Milano che indagano sull'agguato mortale commesso ieri sera nella zona Porta Romana di Milano, sono arrivati alla conclusione che Carolina Ortiz Payano e Massimiliano Spelta siano stati uccisi nell'ambito di un regolamento di conti legato al traffico di cocaina.

Di certo si sa che ieri sera l'obbiettivo dell'assassino e del suo complice non era uno, ma due.  Il killer ha sparato prima alla donna, senza farsi scrupolo della bambina di 18 mesi che portava in braccio, né di colpirla alla schiena mentre tentava inutilmente di fuggire. Un'ipotesi, sempre e soltanto un'ipotesi, è che questa bella e giovane ragazza di Santo Domingo dovesse pagare per prima il conto proprio perché "latina" come il suo killer o come chi lo ha mandato tra il traffico delle 20, i locali dell'aperitivo e i ristoranti a compiere la sua vendetta. O forse che dovesse essere punita in quanto "latina" da chi non vuole che i sudamericani calpestino la sua piazza.

Un duplice omicidio commesso da uno che sa come si usa un revolver e che non ha esitato a scaricare contro due incensurati un intero caricatore, probabilmente senza sbagliare un colpo. Un duplice omicidio che dunque potrebbe trovare il suo movente nella cocaina: come quel mezzo etto trovato dagli investigatori nel cassetto del comodino della camera da letto dell'appartamento di cento metri quadri in via Mecenate 84 dove Spelta, la moglie e la figlia vivevano tra un viaggio e l'altro a San Domingo. Paese da cui, da qualche anno, l'ex piccolo imprenditore di un'azienda (a capitale familiare) di integratori alimentari fallita l'anno scorso, faceva la spola, fermandosi anche per lunghi periodi.

Viaggi, vacanze, che non si sa con che soldi venissero pagati, dato che i familiari del 43enne originario di Quistello nel mantovano, hanno spiegato agli agenti della Omicidi di non sapere come, dopo il fallimento dell'azienda, Spelta si mantenesse e mantenesse moglie e figlia. Ecco allora, di nuovo, l'ombra lunga della cocaina, e l'ipotesi, ancora solo un'ipotesi, che quella coppia di sconosciuti possa aver tentato il grande salto finendo in un giro troppo grande e commettendo un errore che potrebbe esser stato loro fatale.

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