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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca

Papa Francesco: "Anche gli europei hanno radici migranti"

Secondo un sondaggio Doxa per 7 italiani su 10 chi scappa da guerre e terrorismo "va accolto". Ma è il tema sicurezza a preoccupare. Papa Bergoglio: "Ogni straniero che bussa alla nostra porta è un'occasione di incontro con Gesù Cristo"

"Ogni straniero che bussa alla nostra porta è un'occasione di incontro con Gesù Cristo". Lo dice Papa Francesco in un tweet, nella Giornata internazionale del migrante.

Il tema dell'immigrazione è sempre di strettissima attualità. Quello dei rifugiati secondo Bergoglio "oggi è un problema di particolare rilevanza" ma riguarda la storia dell'uomo: "L'uomo è un migrante. L'Europa, oggi, è costituita da migranti che per secoli sono arrivati nel continente" ha detto in collegamento con l'università Sophia dei gesuiti a Tokyo.

"Gli europei hanno radici migranti"

"Gli europei non sono una razza nata qui in Europa e sono europei. Hanno radici migranti". "Il problema migratorio in Europa - ha sottolineato secondo quanto riportato dal portale Vatican.news - è la più grande tragedia dopo la Seconda Guerra Mondiale" ed è un "problema che dobbiamo affrontare". Un migrante che fugge dalla guerra o dalla fame "non può essere rifiutato. È una persona: bisogna accoglierla e integrarla. Questo significa non rinchiudere i migranti in un ghetto". 

"Integrare è accogliere la persona, dare un`istruzione e un lavoro". Al contrario, l'abbandono della persona, l`isolamento, può creare problemi contro la pace fomentando i gruppi terroristici. Un percorso inverso è la mescolanza, nuove famiglie che nascono dall`integrazione dei popoli". "Certo, il migrante deve rispettare le leggi di quella società che lo riceve, la sua storia". Il Papa ha poi parlato dell`inverno demografico dell`Europa: "Gli europei non hanno figli. E quello spazio prima o poi sarà occupato da quelli che verranno".

Doxa: italiani preoccupati ma accoglienti

In occasione della giornata internazionale dei diritti dei migranti, Doxa, ideatrice delle ricerche di mercato in Italia, passa al setaccio l’atteggiamento degli italiani nei confronti del fenomeno dell’immigrazione scoprendo che quasi 8 connazionali su 10 sono “molto o abbastanza preoccupati”. Con differenze pressoché nulle tra le diverse aree geografiche o, ancora, tra città grandi, centri medi e piccoli comuni. L’unica categoria in cui si registra un livello inferiore di preoccupazione è quella rappresentata da chi ha una scolarità elevata (laureati): 64%, contro una media nazionale del 78%.

Ma lo spirito d’accoglienza non è in discussione: per 7 italiani su 10 chi scappa da guerre e terrorismo “va accolto”. E nelle grandi città, sopra i 100 mila abitanti, la percentuale dei favorevoli sale al 75%. Non solo. È curioso notare come alla domanda su un eventuale ordine del Prefetto di ospitare dei migranti nel proprio quartiere, il livello di preoccupazione scende al 45% su base nazionale. Anche in questo caso, molto più “aperti ad ospitarli” risultano i laureati (26% di tasso di preoccupazione), ma anche i giovani (41% i “preoccupati” under 35) e i residenti nelle grandi città (40% nei centri con oltre 100.000 abitanti, contro il 48% dei piccoli comuni fino a 10.000). Che lo spauracchio nei confronti di chi viene da lontano sia legato a un luogo comune? 

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"Fare distinzione tra profughi e clandestini"

Per l’80% degli italiani va fatta una netta distinzione tra profughi e immigrati regolari (da una parte) e clandestini (dall’altra). Con un picco dell’87% tra i residenti delle regioni del Nord-Est. E ancora: per il 44% dei connazionali “gli immigrati rappresentano una risorsa per il nostro Paese”. Una convinzione che pervade il 49% degli intervistati tra i 35 e i 54 anni d’età ossia la fetta più ampia della popolazione attiva italiana. Curioso? A quanto pare no. Risulta infatti piuttosto contenuta l’idea secondo cui gli immigrati rappresentano una minaccia per l’occupazione. A pensarlo è meno di un italiano su tre. Con una differenza però piuttosto marcata tra Centro/Nord e Sud+Isole (30% vs. 39%). 

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Il tema sicurezza

E' la questione sicurezza il problema più sentito su scala nazionale, con il 60% del totale degli intervistati “molto o abbastanza preoccupato”. Solo i 15-34enni sembrano avvertire meno tale timore: in quella fascia d’età la preoccupazione scende al 50%. Mentre tra i 35-54enni il livello d’allarme sale al 64%. I più preoccupati sul fronte sicurezza sono gli abitanti del Nord-Est con un picco del 69%. E quelli dei centri urbani di taglia “media” ossia dai 10.000 ai 100.000 abitanti: 66%. Mediamente elevato infine risulta essere il livello di preoccupazione circa la diffusione di malattie dettata dalla presenza degli immigrati sul nostro territorio: la teme il 49% del campione, con forti differenze fra gli intervistati con laurea (25%) e quelli con licenza media inferiore (60%).

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