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Sabato, 20 Aprile 2024
Il femminicidio di Bovolenta / Padova

Sara Buratin massacrata con un coltello da caccia: l'agguato alle spalle e l'ombra della premeditazione

L'ennesimo femminicidio del 2024 nel capanno della villetta della madre della vittima, a Bovolenta, vicino a Padova. Non ha avuto il tempo di reagire. Le ricerche si sono indirizzate immediatamente verso il compagno, Alberto Pittarello, 39 anni, che pare lei avesse lasciato da qualche tempo

Sara Buratin aveva 41 anni e lavorava in uno studio dentistico. Era una sportiva appassionata, ex maratoneta. Ieri è stata uccisa con un coltello da caccia, alle spalle, nel capanno della villetta della madre, a Bovolenta (Padova). Non ha avuto neanche il tempo di reagire. 

L'omicidio di Sara Buratin a Bovolenta

Le ricerche si sono indirizzate immediatamente verso il compagno, Alberto Pittarello, 39 anni, che pare lei avesse lasciato da qualche tempo. Ieri l'uomo non lavorava: aveva chiesto un giorno di permesso. C'è, forte, l'ipotesi della premeditazione. Dopo l'omicidio si sarebbe gettato con il furgoncino in un fiume. A Bovolenta da ieri c'è una ragazzina di 15 anni orfana. 

Alberto Pittarello le avrebbe teso un agguato in cortile, non è chiaro come si sia introdotto lì. L'ha massacrata con decine di coltellate e poi si sarebbe lanciato nel fiume Bacchiglione alla guida del suo furgone. A trovare il cadavere di Sara è stata la madre, da cui la 41enne, con la figlia adolescente, da quasi due settimane era tornata a vivere. L'anziana donna, vedova, ha poi accusato un malore. Un vicino di casa avrebbe riferito di aver visto e sentito la coppia litigare di fronte a casa, un paio di giorni prima della tragedia.

Non ha avuto il tempo di reagire

Nel giardino della villetta Sara Buratin è stata martoriata dalle coltellate inferte, senza neppure riuscire a reagire. Non ne ha avuto il tempo. Vicino al corpo senza vita è stato trovato un coltello da caccia con una lama di 15 centimetri. L'uomo, manutentore di caldaie, si è dato alla fuga con il furgone che usava per lavoro. I solchi vicino a un argine, a qualche chilometro di distanza, hanno indirizzato le ricerche: il mezzo è nel Bacchiglione in piena. Sulla sponda è stato trovato anche il cellulare. Di lui per ora nessuna traccia. C'è l'ipotesi è che si sia tolto la vita, ma non ci sono conferme da parte degli inquirenti.

Si cerca Alberto Pittarello

Ore dopo il delitto è stato individuato un mezzo inabissato nel fiume Bacchiglione e si presume possa essere quello di Alberto Pittarello. Le operazioni di recupero sono state sospese una prima volta per il maltempo, riprese nella mattinata di oggi 28 febbraio sono nuovamente state sospese. I sommozzatori del nucleo regionale del Veneto hanno effettuato un'immersione, ma le condizioni meteo proibitive ostacolano le operazioni in sicurezza del recupero del mezzo. L'indagine sull'ennesimo femminicidio del 2024 in Italia è coordinata dal pubblico ministero Sergio Dini.

I sommozzatori all'opera (foto PadovaOggi)

Sconvolto il sindaco di Bovolenta: Alberto Pittarello è suo parente

Sconvolto il sindaco di Bovolenta, Anna Pittarello. Tra le altre cose il compagno di Sara è un suo parente, il figlio del cugino di suo padre e questo dettaglio rende la vicenda ancora più dolorosa: "Non appena mi hanno avvisato del rinvenimento di una donna senza vita nel mio comune di residenza, mi sono subito adoperata per raccogliere più dettagli possibili della vicenda. Conoscevo personalmente Sara, una donna e una mamma fantastica che raccoglieva consensi sul lavoro, negli hobby e nella vita privata. Non riesco a immaginare cosa sia accaduto tra lei e il suo compagno", dice.

"Denunciate prima che sia tardi"

"Adesso - ha proseguito il sindaco - resta il dolore per qualcosa a cui la nostra piccola comunità non era abituata. C'è da riflettere sugli affetti, sulle problematiche di coppia. Non bastano le parole, occorre qualcosa di concreto perché la vita è un bene troppo grande per distruggerlo. Come amministrazione comunale abbiamo trasmesso le nostre condoglianze ai familiari. Adesso non ci resta che attendere gli eventi. E' probabile che verranno organizzate cerimonie collaterali in ricordo della mamma. Dovremo poi organizzarci per capire se il giorno delle esequie sarà proclamato il lutto cittadino. Ai miei concittadini - ha concluso - voglio dire che qualsiasi problema piccolo o grande che emerge nel contesto familiare e affettivo, bisogna avere il coraggio di parlare con persone di fiducia. Tutto si può risolvere, ogni dettaglio anche minimo di violenza, prevaricazione deve essere portato alla luce. Prima che sia troppo tardi", conclude il primo cittadino.

Le reazioni del mondo politico dopo il femminicidio

Tra le prime a commentare c'è Elisa Venturini, capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale: "Aspettiamo le indagini per capire esattamente come sono andate le cose ma quel che è certo è che un'altra giovane donna perde la vita nel nostro territorio dove è ancora molto forte il dolore per l'omicidio di Giulia Cecchettin. Credo che in questo momento sia opportuno lasciare spazio alle preghiere ma anche alla riflessione perché i femminicidi sono davvero troppi e si verificano anche in contesti solitamente molto tranquilli come la nostra provincia".

Esprime il proprio cordoglio anche Luciano Sandonà, consigliere regionale dell'intergruppo Lega-Liga Veneta: "Ancora un femminicidio nel nostro Veneto, una drammatica ferita che si riapre nuovamente oggi con l’efferata uccisione di una giovane madre di famiglia. Sono sconvolto dall’ennesimo fatto di cronaca che vede coinvolta una giovane madre per un omicidio efferato che lascerà un adolescente senza madre. Dobbiamo fare molto di più ancora come società per sensibilizzare uomini, donne e rete familiare su questi drammi che non devono più accadere".

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