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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Fake shopping

Non solo bancarelle, le false griffe si comprano online: maxi multa per i clienti

Scoperta una piattaforma dell'alta moda, rigorosamente contraffatta. Chi sperava di risparmiare ha ricevuto la visita della guardia di finanza ed è scattata la sanzione di duecento euro per ogni singolo acquisto, per un totale pari a 284.000 euro.  I promotori degli "affari" sono stati denunciati 

Oltre millequattrocento persone che pensavano di acquistare comodamente dal pc di casa, senza incorrere nelle previste sanzioni, capi di abbigliamento di lusso contraffatti di importanti marchi hanno avuto la visita della guardia di finanza, che le ha mutate. I clienti sono stati individuati nel corso dell'operazione anticontraffazione sul web ''Fake shopping'', messa a segno dai militari della compagnia di Jesi (Ancona). Sette persone, ritenute responsabili, sono state invece denunciate.

Dalle indagini, fanno sapere i finanzieri, è emerso l'utilizzo di una piattaforma di social network da parte di soggetti di una stessa organizzazione, che offrivano su alcuni profili un vasto campionario di prodotti di alta gamma: scarpe, borse, accessori, capi di abbigliamento, che invece di costare centinaia o migliaia di euro venivano offerti a prezzi più bassi. Louis Vuitton, Gucci, Chanel, Christian Dior, Hermes, Alexander McQueen, Dolce & Gabbana, Valentino, Stella McCartney, Christian Louboutin, Yves Saint Laurent i marchi in campionario, tutti falsi.

In particolare, in una prima fase sulla piattaforma social venivano inseriti appositamente dei link dedicati che pubblicizzavano prodotti analoghi a quelli delle grandi firme, ma privi di marchio e senza indicazione del prezzo, per eludere eventuali controlli delle autorità.

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Le fiamme gialle hanno individuato un'abitazione a Cupramontana (Ancona), dove una 27enne, ufficialmente disoccupata e che vive con i propri genitori, aveva costituito la base delle proprie attività illecite. Sono stati sequestrati uno smartphone e due hard disk contenenti migliaia di file, relativi alle vendite illecite, oltre a un'agenda contenente i dati degli ordini. Grazie al minuzioso esame del materiale informatico e della documentazione acquisita, oltre ai contestuali accertamenti bancari, è stato possibile risalire alle dinamiche e ai flussi delle vendite, alle modalità di ordine e pagamento, oltre che all'origine della merce contraffatta.

E' emerso che i potenziali clienti, dopo aver visionato online i prodotti privi di marchio, avevano successivi contatti con i venditori, attraverso chat di messaggistica, durante i quali venivano svelati la vera natura dei prodotti di lusso contraffatti e i relativi prezzi d'acquisto, di gran lunga inferiori agli originali. Una volta scelto il prodotto, il cliente procedeva al pagamento in forma anticipata, prevalentemente mediante accredito su carte Postepay, sotto forma di ricarica o di bonifico, con successiva consegna tramite corriere espresso con spedizione dall'estremo Oriente. Al fine di fidelizzare il ''cliente'' venivano anche praticati sconti e ideate campagne promozionali dedicate con la possibilità pure di richiedere la disponibilità di ulteriori articoli eventualmente non presenti fra quelli pubblicati.

A Macerata, Palermo e Barletta-Andria-Trani i presunti complici della ragazza. Sette persone sono state denunciate perché ritenute responsabili per il reato di vendita di prodotti industriali con segni mendaci. Una parte importante dell'indagine è stata quella relativa all'individuazione, sull'intero territorio nazionale, di centinaia di acquirenti che in circa 3 anni (dal 2017 al 2020) hanno acquistato prodotti delle note griffe di alta moda a livello internazionale. Nei loro confronti è scattata la sanzione di duecento euro per ogni singolo acquisto, per un totale pari a 284.000 euro.   

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