Mercoledì, 16 Giugno 2021
La sentenza

"Uccisero Stefano Cucchi": aumentate le pene per i carabinieri in Appello

La sentenza arriva a quasi 12 anni dalla notte in cui fu arrestato. Il 31enne romano morì sette giorni dopo all'ospedale, dove, per il Procuratore, sarebbe dovuto arrivare subito

Stefano Cucchi

Non solo le pene inflitte in primo grado sono state confermate perché la Corte d’Assise d’Appello di Roma ha aumentato le condanne per 3 dei 4 carabinieri imputati per aver pestato fino ad uccidere Stefano Cucchi la notte del 15 ottobre del 2009, quando il 31enne romano fu portato in caserma dopo essere stato trovato con della droga. Tredici anni di carcere per i due carabinieri Alessio Di Bernardo e Raffaele D'Alessandro per omicidio preterintenzionale, dopo che a novembre 2019, in primo grado, ne erano stati sentenziati 12. Quattro anni per Roberto Mandolini, comandante interinale della stazione Appia, per falso, a fronte dei 3 anni e 8 mesi del primo grado. Confermata la condanna a 2 anni e 6 mesi per il carabinieri e "imputato-accusatore" Francesco Tedesco, anche lui per falso.

Quest’ultimo è da sempre stato considerato il super testimone di questo nuovo processo perché è stato lui a rompere il muro di gomma creato intorno alla morte di Stefano Cucchi. E’ stato lui a spiegare alla Procura che cosa successe in quella notte, sempre lui a raccontare di essere intervenuto per fermare quel pestaggio, sempre lui a svelare tutto il castello di omertà e silenzio costruito per cancellare le tracce che dalla salma del giovane potevano portare alla caserma dei carabinieri sulla Casilina. Una spiegazione convincente per gli inquirenti, che l’hanno sempre considerata credibile anche grazie a diversi elementi di riscontro riportati in sede processuale.

Sentenza Cucchi, la madre di Stefano piange al telefono 

"La mamma di Stefano Cucchi, la signora Rita Calore, ha pianto non appena ha saputo della sentenza. L'ho sentita poco fa al telefono. E' un momento di grande commozione per lei e il marito". Lo ha detto l'avvocato Stefano Maccioni, parte civile per conto dei genitori di Cucchi. "Dopo 12 anni - ha aggiunto Maccioni - la lotta non e' ancora finita. Siamo comunque pienamente soddisfatti della decisione di oggi della corte d'assise d'appello". 

Stefano Cucchi, la sentenza della Corte d'Assise D'Appello 

La sentenza arriva a quasi 12 anni dalla notte in cui fu arrestato. Stefano Cucchi morì sette giorni dopo all'ospedale Sandro Pertini di Roma. Lo scorso gennaio il procuratore generale Roberto Cavallone aveva chiesto alla Corte d'Assise d'Appello di condannare a 13 anni di carcere per omicidio preterintenzionale, escludendo le attenuanti generiche, i due carabinieri Di Bernardo e D'Alessandro accusati, a 4 anni e mezzo Roberto Mandolini e ha sollecitato invece l'assoluzione dall'accusa di falso per Francesco Tedesco perché il fatto non costituisce reato. Lo stesso procuratore che, nella sua requisitoria, aveva spiegato come, in questa vicenda, avessero perso tutti perché nessuno ha fatto una bella figura, auspicando che, in generale, vengano sempre prima le persone e poi le pratiche burocratiche. 

Le parole di Ilaria Cucchi dopo la sentenza 

"Questa sentenza riformata é un momento storico e per me di estrema emozione. Non avrei mai creduto di attivare fin qui". Lo ha detto Ilaria Cucchi subito dopo la lettura della sentenza della Corte d'Appello di Roma che ha aumentato le pene per tre dei quattro imputati nel processo per la morte del fratello Stefano avvenuta ad ottobre del 2009. "Devo ringraziare tante persone, a partire dall'avvocato Fabio Anselmo e la Procura di Roma nelle persone dell'ex procuratore Giuseppe Pignatone, dell'attuale procuratore Michele Prestipino e del sostituto Giovanni Musarò. Senza di loro non saremmo qui. Il mio pensiero va a Stefano, a tutti questi anni, a quanto ci sono costati, e ai miei genitori che non sono qui proprio per il prezzo che hanno dovuto pagare per questi anni di sofferenza".

 

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