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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Cronaca Napoli

Torre Annunziata, nella guerra tra clan vince lo Stato: 19 arresti tra i "Gionta" e "IV Sistema"

Tutti i soggetti finiti in manette sono indiziati, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione aggravata dal metodo mafioso, porto e detenzione di armi da sparo

Una vendetta attesa per quindici anni. L’obiettivo era colpire il genero del boss, appena uscito dal carcere. Questi sono i motivi che hanno dato inizio alla faida di Torre Annunziata che vedeva contrapposti lo storico clan Gionta e il IV sistema. Nella giornata di ieri, i Carabinieri del Gruppo di Torre Annunziata (Napoli) hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’ufficio del Giudice per le indagini preliminari (GIP) presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia (DDA).

La guerra tra i clan di Torre Annunziata 

Il provvedimento ha interessato 19 persone, tutte ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione aggravata dal metodo mafioso, porto e detenzione di armi da sparo. Gli indagati sono considerati appartenenti ai contrapposti clan camorristici “Gionta” e “IV Sistema” operanti nel territorio di Torre Annunziata. Il provvedimento è stato emesso in seguito ad una articolata attività d’indagine coordinata dalla DDA di Napoli e condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo torrese, da maggio 2020 a luglio 2021.

Le indagini sono iniziate all’indomani del tentato omicidio di Giuseppe Carpentieri, ritenuto elemento di spicco del clan e genero del capo del sodalizio detenuto Valentino Gionta, anche lui colpito dall’odierno provvedimento poiché ritenuto ancora al vertice dell’organizzazione, avvalendosi della collaborazione dei familiari più stretti, tra cui la figlia Teresa, lo stesso Carpentieri e l’omonimo nipote Valentino Gionta.

I Gionta avevano ripreso con le loro “attività”

Le indagini hanno attinto elementi apicali del clan Gionta (detto anche dei Valentini), accertandone la capacità di controllo del territorio mediante l’intimidazione mafiosa, l’opprimente rete estorsiva ai danni di attività economiche locali e la capacità di fronteggiare militarmente le fazioni contrapposte, grazie alla disponibilità di armi ed esplosivi.

Ed è proprio nello scontro armato tra i clan che è maturato l’agguato a Giuseppe Carpentieri, avvenuto il 6 maggio 2020, per la cui esecuzione risultano raggiunti da gravi indizi di colpevolezza i fratelli Cherillo. Entrambi sono detenuti, ritenuti promotori del neo-costituito clan denominato “IV SISTEMA”, con base nel quartiere popolare del “Parco Penniniello” e mossi da sentimenti di vendetta per l’omicidio del loro nonno Natale Scarpa, consumato il 14 giugno 2006 in un agguato eseguito da  sicari del clan  Gionta.

I nomi degli arrestati 

1.       GIONTA Valentino, cl. 53;
2.       CARPENTIERI Giuseppe, cl.70;
3.       GIONTA Teresa, cl. 74;
4.       PALUMBO Salvatore, cl. 74;
5.       DELLA GROTTA Alfredo, cl. 95;
6.       SALVATORE Immacolata, cl. 80;
7.       GIONTA Valentino, cl. 83;
8.       ESPOSITO Luigi, cl. 96;
9.       ESPOSITO Filippo, cl. 2001;
10.    COPPOLA Ciro, cl. 2002;
11.    CIRILLO Antonio, cl. 88;
12.    PALUMBO Salvatore Aniello, cl. 87;
13.    PALUMBO Antonio, cl. 82;
14.    PALUMBO Angelo, cl. 61;
15.    DELLA GROTTA Raffaele, cl. 73;
16.    CHERILLO Luca, cl. 89;
17.    CHERILLO Pasquale, cl. 84;
18.    COLONIA Michele, cl. 2000;
19.    GUARRO Michele, cl. 64.

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