Martedì, 1 Dicembre 2020

Bonus assunzioni, sconto al 50% (e 100% per i giovani): le idee per rilanciare il lavoro

Pd e Italia Viva spingono per incentivare i contratti stabili e il lavoro giovanile, ma nel pentolone del Governo 'bollono' diverse novità, dagli ammortizzatori sociali allo smart working

Foto di repertorio

Un bonus per le nuove assunzioni da tradurre in uno sgravio fiscale triennale del 50%, che potrebbe arrivare fino al 100% per i giovani al di sotto dei 35 anni. Sarebbe questo il piano su cui sta lavorando il Governo per incentivare le aziende ad assumere, rendendo più conveniente la firma dei contratti a tempo indeterminato. Non si tratterebbe di una vera e propria novità, ma di una sorta di potenziamento di quanto introdotto nell'ultima legge di Bilancio. 

E come? L'ipotesi rilanciata dalla versione cartacea del Sole 24 Ore parla di uno sgravio della durata di tre anni che arrivi almeno al 50% per tutte le assunzioni stabili. Un esonero contributivo che dovrebbe salire fino al 100% per i contratti a tempo indeterminato rivolti ad apprendisti, giovani under 35. Un bonus in grado di incentivare la stipula di nuovi contratti, ma che viaggi ancora sul treno delle ipotesi, visto che i tecnici del ministero del Lavoro e del ministero dell'Economia sono ancora al lavoro con le simulazioni per sciogliere il solito nodo chiave, quello dei costi. 

Lavoro, un bonus per rilanciare le assunzioni

Il bonus per rilanciare le assunzioni di cui ha parlato al Sole la sottosegretaria al Lavoro, Francesca Puglisi: ''L'obiettivo del Governo è far tornare le imprese ad assumere, rendendo più conveniente la firma di contratti a tempo indeterminato. Al tempo stesso, e sempre per rilanciare le assunzioni, ferme da mesi, è opportuno non irrigidire i contratti a termine. I dati sul lavoro ci dicono che normative troppo severe, in un contesto di crisi, frenano la possibilità di dare continuità lavorativa alle persone e penalizzano le aziende. Per questo, a mio avviso, va aperta una riflessione sui contratti a termine''.

A spingere per questa correzione al decreto Dignità sono Pd e Italia Viva: proprio ieri i senatori renziani hanno presentato un emendamento al decreto Agosto per consentire la proroga dei contratti a tempo per un massimo di due volte, senza l’apposizione di causali e penalità, alla scadenza dei primi 12 mesi. Una mossa che, di fatto, andrebbe a smontare il provvedimento del Movimento 5 Stelle. Per realizzare questa riforma e rendere realtà questa sorta di bonus assunzioni servono almeno 5-6 miliardi di euro. Dal Recovery Fund dovrebbero arrivare tra i 20 e i 30 miliardi di euro, ma una parte di questa somma dovrebbe essere investita anche nel promuovere l'occupazione femminile, con degli incentivi ad hoc, il mantenimento dell'occupazione al rientro dalla maternità e contrastando dimissioni “involontarie” e gender pay gap, tutte misure care al ministro del Lavoro Nunzia Catalfo.

Ammortizzatori sociali, licenziamenti e smart working

Ma non ci sono soltanto le assunzioni nel ''pentolone'' del Governo. L'altra riforma a cui sta pensando Conte riguarda gli ammortizzatori sociali: il nuovo meccanismo in fase di studio prevede che, se un'impresa in crisi va verso la chiusura lo strumento di integrazione salariale sarà affiancato da una formazione mirata al lavoratore (in uscita) per aiutarlo a farlo rientrare nel mercato del lavoro con un percorso verso quello che sono le competenze attese (o più spendibili) per una sua ricollocazione in un altro posto di lavoro. Se invece le difficoltà dell'azienda fossero temporanee, al sussidio verrà affiancata una preparazione volta a supportare il processo aziendale, in un’ottica di riqualificazione delle risorse. L'attuale cig Covid dovrebbe rimaner fino a fine anno, ma non è escluso un prolungamento per quei settori ancora in sofferenza, sempre a causa dell'emergenza sanitaria.

Passiamo poi al capitolo smart working: ''La disciplina semplificata oggi in vigore è destinata a terminare a metà ottobre – scrive il Sole - ma con una proroga dello stato d’emergenza continuerebbe a sopravvivere, almeno fino alla fine dell'emergenza''. Infine, per quanto riguarda il blocco dei licenziamenti, al momento valido fino a fine 2020, non è stata ancora presa una decisione finale.

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