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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Il testo del nuovo decreto

Concorrenza, il nuovo decreto che non cambia quasi nulla (ma fa arrabbiare tutti)

Obiettivo del disegno di legge oggi al varo del Cdm è la promozione dello sviluppo della concorrenza: in arrivo norme su taxi, rifiuti, telefonia e assicurazioni, ma a far notizia è soprattutto quello che (ancora) non c'è

Al primo punto dell'ordine del giorno del Consiglio dei ministri convocato alle 16 a Palazzo Chigi figura, come da attese, il "disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza". Nei trentadue articoli - qui il testo del cosiddetto Ddl concorrenza (Pdf) - di cui è composto il nuovo decreto si passa dalla mappatura delle concessioni pubbliche alle gare per le centrali idroelettriche, dalle colonnine di ricarica per veicoli elettrici ai servizi pubblici locali.

Concorrenza e lo scandalo Bolkestein 

Ma a far notizia è quello che non c'è: in particolare si nota l'ennesimo rinvio delle prescrizioni della direttiva Bolkestein sulla liberalizzazione delle concessioni balneari e ambulanti su cui la maggioranza non ha trovato l'intesa. "Il premier Mario Draghi ci ha provato ma il centrodestra ha fatto muro. Lo dico e lo ripeto senza disagio" spiega il presidente della Commissione per le Politiche dell'Ue alla Camera Sergio Battelli. Tra le cose che invece cambiano è la mappatura delle concessioni demaniali che manca formalmente da oltre 10 anni. Un input che arriva mentre si attende la sentenza del Consiglio di stato che si esprimerà in giudizio entro pochi giorni per validare la proroga della durata delle concessioni fino al 31/12/2033.

Su questo punto è tuttavia probabile che dalla Commissione Europea arrivi non solo l'ennesimo richiamo ma anche una sanzione,

Che cosa non c'è nel Ddl concorrenza

Obiettivo del disegno di legge è la promozione dello sviluppo della concorrenza "al fine di garantire l'accesso ai mercati di imprese di minori dimensioni", oltre che "rimuovere gli ostacoli regolatori, di carattere normativo e amministrativo, all'apertura dei mercati" e "garantire la tutela dei consumatori".

Sugli interventi tuttavia cala la bocciatura delle associazioni. "È flop, una delusione totale" commenta Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori. "Facciamo solo un esempio - continua - Per la telefonia ci si limita a vietare di attivare i servizi premium senza il previo consenso espresso e documentato dei consumatori. Nulla si dice sulla cosa più importante, ossia azzerare le spese di recesso, unico presupposto utile per aumentare la mobilità del consumatore e, quindi, la concorrenza, come avvenuto per i mutui o l'rc auto. Vi è un rafforzamento dei poteri solo per l'Antitrust ma esclusivamente in materia di concentrazione e abuso di dipendenza economica. Nulla sulle pratiche commerciali scorrette e l'inasprimento delle sanzioni".

Salta anche la norma che avrebbe consentito ai notai una maggiore mobilità autorizzandoli ad "esercitare le sue funzioni su tutto il territorio nazionale".

Saltano anche le norme per incentivare il ricorso alle gare nel trasporto pubblico locale: nelle bozze preventive si prefiguravano tagli delle ripartizioni dei contributi statali alle regioni in caso di mancato affidamento di tutti i servizi Tpl .

Cosa cambia con il nuovo decreto

In ambito assicurativo viene estesto a tutte le assicurazioni europee il regime del risarcimento diretto per la Rc Auto: attualmente la legge esclude espressamente dall'obbligo le imprese con sede legale in altri Stati membri che operano nel territorio italiano.

Quanto alla telefonia il disegno di legge delega prevede per i gestori l'obbligo di acquisire la prova del "previo consenso" prima di attivare servizi in abbonamento offerti da terzi. 

Si accorciano i tempi per fare impresa: scende da 7 a 4 giorni il termine della comunicazione unica per la nascita delle imprese: le Amministrazioni competenti comunicano all'interessato e all'ufficio del registro delle imprese, per via telematica, immediatamente il codice fiscale e la partita IVA ed entro i successivi quattro giorni gli ulteriori dati definitivi relativi alle posizioni registrate.

In arrivo la riforma delle licenze taxi e Ncc e la regolazione dei servizi tipo Uber e la riforma delle licenze taxi e Ncc: entro sei mesi il governo dovrà infatti varare un decreto legislativo per regolare l'offerta dei servizi "che si svolgono mediante applicazioni web". Il provvedimento dovrà puntare anche ad armonizzare le competenze regionali e degli enti locali prevedendo una stretta sugli abusivi con sanzioni "efficaci, dissuasive e proporzionate alla gravità della violazione".

I Taxi pronti alla mobilitazione

Su questo punto il sindacato dei taxi sono pronti alla mobilitazione perché ritengono "inaccettabile" l'ipotesi di introdurre "il comparto del trasporto pubblico non di linea nel Ddl concorrenza" come dichiarano in una nota congiunta Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Tam, Satam, Claai, Unimpresa, Usb taxi, Or.S.A taxi, Ati Taxi, Fast Confsal e Associazione Tutela Legale Taxi. "La normativa che disciplina il settore è già stata profondamente revisionata e adeguata ai tempi nel 2019 - spiegano i sindacati - e ha abbondantemente superato il vaglio di legittimità della corte costituzionale, allora presieduta dal Ministro Marta Cartabia. A oggi - prosegue la nota - occorre solamente concludere l'iter di riforma con l'approvazione dei previsti decreti attuativi e di un Dpcm per la disciplina delle app, già nella disponibilità legislativa della Presidenza del consiglio".

Per le Regioni stretta su affidi, acqua e rifiuti

Arriva una stretta per la gestione degli affidamenti degli enti locali: per gli affidamenti di importo superiore alle soglie di rilevanza comunitaria servirà una "motivazione anticipata e qualificata, da parte dell`ente locale" che voglia scegliere un affidamento in house. L'ente dovrà spiegare le ragioni per le quali si punta al "mancato ricorso al mercato, anche in relazione ai risultati conseguiti nelle pregresse gestioni in autoproduzione". Non solo, dovrà organizzare "sistemi di monitoraggio dei costi ai fini del mantenimento degli equilibri di finanza pubblica e della tutela della concorrenza".

Il testo contiene la previsione di una "revisione delle discipline settoriali in materia di servizi pubblici locali, con particolare riferimento al settore dei rifiuti e alla gestione del servizio idrico, al fine di assicurarne l'armonizzazione e il coordinamento". Obiettivo esplicitato nella bozza deve essere quello di "assicurare la soddisfazione delle esigenze delle comunità locali, in condizioni di accessibilità fisica ed economica, di continuità, universalità e non discriminazione, e dei migliori livelli di qualità e sicurezza, così da garantire l`omogeneità dello sviluppo e la coesione sociale".

Per quanto riguarda l'autorizzazione e l'esercizio degli impianti inceneritori di rifiuti e gli impianti di produzione di energia elettrica tramite coincenerimento, la bozza del ddl concorrenza prevede il potere sostitutivo del governo nel caso in cui l'autorità competente non risponda, sulla domanda di autorizzazione integrata ambientale entro 150 giorni.

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