Sabato, 18 Settembre 2021
Economia Italia

Detrazioni per acquisti nei settori a rischio evasione: cosa cambia

L'evasione Iva 'con consenso' è il nemico numero uno del governo: nella nuova manovra di bilancio sono previste misure da una parte volte a incentivare l'uso delle monete digitali, dall'altra a chiedere sempre la ricevuta

In arrivo detrazioni, o più in generale agevolazioni, per chi acquista beni e servizi in settori a rischio per l'evasione dell'Iva. La misura allo studio del governo è illustrata nel dossier che accompagna la Nota di aggiornamento dal documento di economia e finanza, il menabò su cui incardinare la prossima manovra finanziaria.  

Come si legge nella 'Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva' la strategia del nuovo Governo, si legge, ''sarà sempre più volta a contrastare, in maniera significativa, l'evasione Iva 'con consenso', ovvero quella derivante dalla omessa fatturazione''.

Per questo l'obiettivo della misura è quello di  ''intensificare il 'contrasto di interessi''' tra venditori e acquirenti, e ''stimolare la tax compliance'' agevolando ''una quota della spesa per beni e servizi in cui risulta elevato il tax gap dell'Iva''

Detrazioni per gli acquisti a rischio di evasione Iva

La strategia del Governo è volta a ''introdurre incentivi fiscali in misura tale da far emergere un 'contrasto di interessi' tra le parti, al fine di rendere conveniente l'emissione della fattura e quindi la tracciabilità telematica ai fini della dichiarazione Iva''.

Da questo punto di vista, l'esecutivo assicura che intende proseguire nella strada intrapresa precedentemente attraverso l'introduzione della lotteria degli scontrini, collegata, a sua volta, all'introduzione dell'obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi.

Tutte misure - come si vede - volte a contrastare l’evasione fiscale, che pesa sui conti pubblici per oltre 191 miliardi di euro l'anno, di cui solo in misura minore a causa dei grandi evasori: il grosso dell'ammanco per l'erario arriva dall'evasore di tutti i giorni. 

L'economia sommersa in Italia - secondo gli ultimi dati contenuti in una relazione allegata alla Nadef - dopo la flessione registrata nel 2015, è tornata a crescere in termini assoluti attestandosi al di sopra dei 191,6 miliardi di euro, con un'incidenza sul pil, pari all'11,3%.

Le sotto-dichiarazioni hanno toccato quota 95,3 miliardi, il lavoro nero 77,9 miliardi, poi ci sono 18,4 tra mance, affitti in nero e altre spese che non passano "senza iva".

Bonus befana, occhio alle limitazioni

Tra le poche novità si trova appunto l'ormai noto "bonus befana", ovvero la detrazione del 19% della spese effettuate con mezzi tracciabili e pagamenti digitali,  quasi come se non si pagasse l’Iva (che è al 22%).

Per vedersi accreditato il bonus occorre tuttavia raggiungere una spesa complessiva annua di almeno 2.500 euro effettuata in settori a elevato rischio di evasione fiscale. 

Una condizione più "difficile" perché riguarderà i lavori commissionati ai professionisti tra i quali, è noto, non c’è sempre propensione all’emissione di fattura e non sempre l’importo corrisponde a quanto effettivamente versato.

Nella NaDef compare poi l’altra misura immaginata per contrastare l’evasione, ovvero un cashback, a restituzione mensile tra il 2 e il 4%degli importi pagati con la carta.

Manovra, Cottarelli: "Paese esposto al rischio"

L'economista Carlo Cottarelli agita lo spettro della manovra lacrime e sangue del governo Monti per evidenziare le criticità della manovra del governo giallorosso, criticandone i mancati aggiustamenti nell'ambito dei conti pubblici. 

"Il deficit resta invariato, l'avanzo primario si riduce, la crescita non sarà forte, si prevedono privatizzazioni modeste e il debito aumenterà per poi procedere ad una piccola riduzione nel 2021", a patto che vi siano tassi bassi e una ripresa dell'inflazione. Il tutto "lascia il paese esposto al rischio, ai cosiddetti venti avversi, ad eventuali turbolenze e ad un rialzo dello spread".

Tanto più che le spese del precedente governo "al momento sono state confermate", osserva Cottarelli all'Adnkronos.

"Il rischio è che se non ti muovi o se spendi in deficit, se poi cambia lo scenario, ti ritrovi a fare quello che fu costretto a fare Monti. Invece l'aggiustamento dei conti va fatto un po' ogni anno per non trovarti con l'acqua alla gola in caso di tempesta".

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