Mercoledì, 12 Maggio 2021

Licenziamenti: si riprende dal 16 novembre?

Il decreto agosto apre numerosi interrogativi sulla durata effettiva dello stop ai licenziamenti per motivi economici

Foto archivio Ansa

Il cosiddetto “decreto di agosto” ha confermato il divieto di licenziamento per motivi economici stabilito inizialmente dal primo provvedimento legato all’emergenza Covid soltanto per 60 giorni e allungato quindi a 5 mesi dal DL 34/2020, ma non fissa un termine certo e, soprattutto, uguale per tutti i datori di lavoro dando il via ad una serie di interpretazioni destinate a scatenare non poche preoccupazioni e polemiche.

In particolare, l’art. 14 del DL 104/2020 prevede lo stop ai licenziamenti per motivi oggettivi per i datori “che non abbiano integralmente fruito dei trattamenti di integrazione salariale riconducibili all’emergenza epidemiologica da Covid-19 di cui all’articolo 1 ovvero dell’esonero del versamento dei contributi previdenziali di cui all’articolo 3 del presente decreto”: significa che il blocco dei licenziamenti per ragioni di carattere economico è ancorato all’utilizzo integrale degli ammortizzatori sociali.

In pratica, per un datore di lavoro che ha utilizzato fin dall’inizio e senza interruzioni la cassa integrazione di 18 settimane, il trattamento di integrazione salariale riconducibile all'emergenza epidemiologica da Covid-19 terminerà il 15 novembre 2020 e i suoi dipendenti potranno essere licenziati per motivi economici a far data dal prossimo 16 novembre.

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