Manovra, è (quasi) accordo: per quota 100 e reddito si va verso un maxiemendamento

Manca l'ufficialità, ma ormai pare certo che la manovra dovrebbe passare il vaglio dell'Unione europea. Le misure simbolo potrebbero arrivare con un maxiemendamento direttamente in parlamento

Da Palazzo Chigi frenano, "serve riservatezza". Ma ormai pare certo che la manovra dovrebbe passare il vaglio dell'Unione europea ed essere varata senza l'avvio di una procedura d'infrazione. Martedì in serata fonti del Ministero dell'economia hanno annunciato che è stata trovata un'intesa con Bruxelles sulla legge di bilancio, pur precisando che si tratta di un accordo "informale" e a livello "tecnico" che verrà ufficializzato solo oggi, dopo la riunione della Commissione convocata in mattinata per il via libera.

Poco dopo fonti della Presidenza del Consiglio hanno invitato però alla prudenza sottolineando che la riservatezza è essenziale anche nell'ultimo tratto del negoziato. Dallo staff del premier, Giuseppe Conte, trapela comunque ottimismo e si giudica ragionevole la previsione di un esito positivo della trattativa, utile ad evitare la procedura d'infrazione.

Manovra ferma in Senato da cinque giorni

Ottimismo espresso per primo ieri mattina dal commissario agli Affari economici Pierre Moscovici: "Lavoriamo alacremente per fare in modo che l'Italia possa condurre le politiche che ritiene rispettando le regole europee - aveva detto - e ho buone speranze che ci riusciamo". La conclusione del negoziato dovrebbe finalmente sbloccare i lavori parlamentari della legge di bilancio, sostanzialmente ferma al Senato da venerdì scorso dopo il via libera in prima lettura della Camera. Finora la Commissione bilancio di Palazzo Madama non ha nemmeno iniziato a votare gli emendamenti continuando a sconvocarsi in attesa dell'esito delle trattative con l'Unione europea. 

I lavori sono ulteriormente slittati a oggi pomeriggio alle 14.30 dopo l'annuncio della convocazione di una seduta alle 12 per le comunicazioni di Conte sul negoziato con Bruxelles. Nel frattempo l'arrivo in aula della manovra è stato rinviato a giovedì pomeriggio il che significa che la commissione avrà poco più di 24 ore per esaminarla. E che quindi le misure simbolo della legge di bilancio, quota 100 e reddito di cittadinanza, potrebbero arrivare con un maxiemendamento direttamente in assemblea, come già ipotizzato dallo stesso Premier la scorsa settimana.

Per quel che riguarda il reddito di cittadinanza, a cui in base al testo originario del decreto legge erano destinati 9 miliardi, le risorse sembrano destinate a scendere a 7,1 miliardi (comprensivi del miliardo destinato ai centri per l’impiego). Quindi, per il reddito di cittadinanza vero e proprio ci sarebbero "solo" 6,1 miliardi. Ma sono solo indiscrezioni.

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Nel frattempo sono arrivati i pacchetti di emendamenti dei relatori e quelli del governo, 39 complessivamente, con le misure sulle quali è stata trovata un'intesa nella maggioranza. Tra queste il contestatissimo sistema di bonus malus per le emissioni auto che è stato profondamente rivisto e arricchito con incentivi per le postazioni di ricarica nei condomini.

Arrivati anche, tra l'altro, una riforma del servizio Ncc che ha scatenato forti proteste della categoria, un taglio premi Inail per 1,5 miliardi, uno scudo anti spread per le Bcc, contributi della Cdp per anticipare i pagamenti della Pa, una stretta sulle partite trasmesse abusivamente in streaming e fondi per le piccole opere dei comuni.

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Salvini: "Grande soddisfazione"

"Grande soddisfazione per il risultato raggiunto, per i miglioramenti inseriti ascoltando categorie e associazioni, finalmente da gennaio la manovra diventano soldi veri per aiutare milioni di italiani". Così il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini.

"Io sono molto fiducioso sulla manovra di bilancio, la porteremo a casa con i provvedimenti che ci abbiamo messo dentro e senza procedura di infrazione". Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio, leader del M5S, durante il flash mob in piazza Montecitorio dopo l'approvazione del ddl anticorruzione.

Il Governo "si sta facendo scrivere la manovra a Bruxelles, altro che sovranismo, proprio il contrario...". Lo ha detto ai cronisti il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, lasciando il Senato dopo lo scambio di auguri natalizi con i senatori azzurri.

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