Mercoledì, 17 Luglio 2024
costi nascosti

I mezzi pubblici gratis non lo sono: pagano comunque i cittadini

Inutile abbassare il costo del biglietto se poi devono aumentare i finanziamenti pubblici per far funzionare il trasporto pubblico. In più, i biglietti incidono poco sui bilanci. Today ne ha parlato con l'economista dei trasporti Andrea Giuricin

I mezzi pubblici gratis possono sembrare allettanti, ma incarnano il modo sbagliato di guardare a un problema complesso. Rendere gratis, o molto economici, i biglietti dei mezzi pubblici può essere una mossa politica astuta e provocare conseguenze positive per la città, diminuendo le auto in circolazione, ad esempio. Ma se il costo del biglietto gratis - o quasi - viene recuperato dai finanziamenti pubblici, i soldi provengono ugualmente dai cittadini. Il dibattito sui mezzi pubblici gratis si è riaperto negli ultimi giorni, tra Bari che vuole rendere i trasporti accessibili a tutti e Milano e Roma che aumenteranno il prezzo del biglietto insieme ad altre città. Forse, si potrebbe parlare prima del modello da adottare, per poi ragionare sul prezzo del biglietto.

I mezzi pubblici - quasi - gratis

Nel 2023 muoversi con i mezzi pubblici a Bari costerà meno di due euro al mese. "Con soli 20 euro all'anno si potrà prendere l’autobus tutti i giorni, lasciando a casa l'auto e l’ansia di dover trovare parcheggio", l'annuncio del sindaco Antonio Decaro.

"Il costo dell'abbonamento annuale passera da 250 euro a 20 euro. Siamo la prima città italiana ad adottare questa politica in favore della domanda di mobilità sostenibile, garantendo a tutti i cittadini l’accesso al trasporto pubblico locale. Una misura amica dell'ambiente e del portafoglio che rientra in un sistema più ampio che prevede numerosi investimenti sul trasporto pubblico: dall’acquisto dei nuovi autobus a una migliore offerta dei servizi di mobilità". 

I mezzi pubblici gratis funzionano?

Lo sconto riguarderà i primi 20mila abbonamenti annuali e sarà finanziato con 5 milioni di euro dei Fondi europei di sviluppo regionali del Pon Metro - Programma Operativo Nazionale -, destinati alla città metropolitana di Bari. L'anno scorso sono stati venduti circa 9mila abbonamenti.

Gli aumenti di Milano, forse Roma, e altre città

A Milano dal 9 gennaio il biglietto costerà 2,20 euro, con un aumento di 20 centesimi, mentre il carnet da dieci corse passa da 18 euro a 19,50 euro, il giornaliero da 7 a 7,60 euro e il biglietto valido per tre giorni sale da 12 a 13 euro. Nessuna variazione invece per i prezzi degli abbonamenti urbani mensile e annuale: tra gli altri, ad esempio, rimarrà a 39 euro quello ordinario mensile e a 330 euro quello ordinario annuale. I biglietti acquistati con la vecchia tariffa saranno validi per 60 giorni dopo l’entrata in vigore dell’adeguamento tariffario, quindi fino al 10 marzo 2023.

A Parma il rincaro è invece di 10 centesimi con il costo del biglietto di una corsa semplice sui mezzi pubblici che passa da 1,50 euro a 1,60 euro. A Ferrara, il costo dei bus passa da 1,30 a 1,50 euro, mentre a Foggia da marzo il biglietto semplice costerà 1 euro (+10 cent).

Tutti (quasi) gratis sui mezzi pubblici nel 2023: chi avrà il maxi-sconto

Qualche mese ancora di prezzi fermi a Roma, poi, dall'estate 2023 (luglio) il prezzo dovrebbe schizzare dagli attuali 1,50 euro a 2 euro, con un aumento del 33 per cento. Aumenta anche l'abbonamento mensile - da 35 a 46,70 euro -, ma l'aumento più importante riguarda gli annuali: da 250 a 350 euro.

La decisione ha agitato i pendolari, che hanno protestato con sit-in e una petizione per scongiurare gli aumenti. Come raccontato nelle scorse settimane da RomaToday, la Regione Lazio ha specificato di stare lavorando per scongiurare l'aumento del costo dei biglietti Atac, reperendo i fondi necessari "in modo da non ledere i bilanci delle aziende coinvolte".

Il "peso" dei biglietti

"Il tema viene semplificato, ma è parecchio complesso", ha detto a Today Andrea Giuricin, economista dei trasporti dell'Università di Milano Bicocca. "Le tariffe dei biglietti dipendono anche dai finanziamenti pubblici - dice Giuricin -. Se tu hai dei costi che scendono, puoi diminuire i biglietti". Bisogna quindi riflettere su quanto incidono realmente i prezzi dei biglietti sui bilanci delle aziende che gestiscono il trasporto pubblico.

Come segnala Giuricin sul suo profilo Twitter, a Bari i ricavi da biglietti e abbonamenti sono stati di 2,6 milioni di euro a fronte di costi complessivi di 50 milioni e costi del personale di 22. "Ma la differenza è coperta dal contribuente", fa notare Giuricin. Questo perché le aziende che gestiscono il trasporto locale in Italia dipendono in larga parte da finanziamenti pubblici che coprono circa il 65-70 per cento dei costi, con alcune eccezioni.

I dati sui mezzi pubblici in Italia: quanto costano

Anche a Roma i ricavi dalla vendita dei biglietti sono marginali: nell'ultimo bilancio dell'azienda che ne gestisce il trasporto pubblico, l'Atac, nel 2021 i biglietti hanno fruttato circa 135 milioni di euro. Sempre nel 2021 l'Atac ha avuto 870,2 milioni di euro di costi, di cui 529 milioni relativi al costo del personale. Il "peso" pubblico è invece di 620 milioni di euro, che derivano dalla gestione del trasporto pubblico e ripartiti tra Roma Capitale (549,6 milioni di euro) e Regione Lazio (68,6 milioni).

Il costo dei biglietti dei mezzi pubblici a Roma e Milano aumenta, ma ci sono altri costi nascosti per i cittadini

Diverso è il caso di Milano: nel 2021 l'Atm ha avuto ricavi dalla vendita di biglietti per 290 milioni di euro che da ultime stime del Comune dovrebbero salire a 405,8 milioni di euro nel 2022, a fronte di costi totali per quasi 926 milioni di euro. Atm riceve dal Comune di Milano 670 milioni di euro per gestire i trasporti.

Come fa notare l'Istituto Bruno Leoni, in altri paesi la situazione è diversa: per esempio, a Parigi i ricavi da traffico coprono circa il 65 per cento dei costi, a Londra il 55 per cento e a Berlino il 48 per cento, contro una media italiana del 30 per cento.

Cambiare il modello

In generale, i prezzi dei biglietti in Italia sono più bassi che nel resto d'Europa, anche considerando gli ultimi aumenti. Questo avviene perché in Italia le aziende che gestiscono il trasporto pubblico sono finanziate dallo Stato. Come visto nel paragrafo precedente però, i ricavi dai biglietti delle aziende italiane hanno un peso minore sui loro bilanci rispetto a quelle di altri Stati Ue.

Il costo del biglietto dei mezzi pubblici in Italia e nell'Unione Europa: un cofronto

Ma come agire? Secondo Giuricin bisogna "intanto ridurre i costi - dice a Today -, magari introducendo gare trasparenti. Ad esempio, Atm ha vinto una gara per gestire la metropolitana di Copenaghen, producendo utili. Le gare ridurrebbero i costi di questi servizi. Questi risparmi vengono poi usati per altri scopi, come migliorare il servizio". Per Giuricin, la politica avrebbe poi tre strade per usare i risparmi:

  • Diminuire i prezzi dei biglietti; 
  • Diminuire le tasse del servizio;
  • Aumentare il servizio. 

"Che senso ha aumentare i contributi pubblici per rendere un servizio pubblico gratuito? Andiamo verso l'efficienza, cambiamo modello. Dove ci sono gare trasparenti, aumenta l'efficienza. I risparmi poi si possono utilizzare diversamente", la visione di Giuricin. In definitiva: che il prezzo dei biglietti aumenti o diminuisca, è sempre il cittadino che paga. 

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