Giovedì, 4 Marzo 2021

Pensioni, che cosa succede dopo Quota 100

Quota 100 va verso l'esaurimento a fine 2021, poco più di un anno a mezzo di vita ancora per questa discussa forma di pensionamento anticipato: tutte le voci e le ipotesi. Si capirà qualcosa su come andranno le cose già a fine anno, senza dover attendere fine 2021

Pensioni, tema sempre caldissimo. I fondi dell'Unione Europea sono legati anche alle riforme. Ci chiederà questi soldi abolendo quota 100? "Non ce lo chiederà, ci sarà un atteggiamento comprensivo, anche un po' lassista, e di grande flessibilità. Ma sarebbe bene di non fare più cose di questo genere". Lo ha assicurato l'ex premier Enrico Letta a Circo Massimo su Radio Capital.

"Mi prenderò tanti vaffa da tante persone che pensano che Quota 100 sia una grandissima figata. Ma quota non è una grandissima figata. Si sono messi soldi del debito pubblico, che ha aumentato la nostra già scarsa credibilità su un'operazione che pagheranno i giovani. Non credo che questa sia la strada sulla quale investire risorse pubbliche. Non rifacciamo l'errore di dieci anni fa quando le risorse furono concentrate tutte per salvare posti di lavoro che già c'erano. Per 50enni e 60enni. È giusto ma bisogna pensare posti di lavoro da creare, questo errore ha provocato la fuga dei giovani. Così rischiamo di perdere il nostro futuro", ha sottolineato Letta.

Quota 100 va verso l'esaurimento a fine 2021, poco più di un anno a mezzo di vita ancora per questa discussa forma di pensionamento anticipato (62 anni più 38 di contributi). Introdotta a inizio 2019 dal governo Lega-M5s,  le ipotesi per il post Quota 100 ci sono già. Il confronto con le paeti sociali sarà molto complesso e lungo. Una opzione considerata possibile è l'introduzione, al posto di Quota 100, l'introduzione della pensione anticipata totalmente contributiva. Però in tal modo la penalizzazione per tutti i lavoratori che hanno avuto dei lavori discontinui sarebbe davvero notevole. Impossibile negare che andrà presa in considerazione anche l'ipotesi di innalzare ancora l'età pensionabile: su questo punto i sindacati hanno sempre detto un secco no a qualsiasi ipotesi del genere.

Quota 100 non è altro che la somma tra l’età anagrafica e gli anni di contributi che hai versato. Se la somma di questi due numeri dà 100, allora fino a fine 2021 puoi andare in pensione senza aspettare i 67 anni per accedere alla pensione di vecchiaia. Ci sono però dei paletti: sono, infatti, richiesti 62 anni di età e almeno 38 anni di contributi. Oggi come oggi non sembrano esserci speranze che Quota 100 sopravviva anche dopo il 2021, ma bisognerà comunque attendere il varo della finanziaria per il 2022 per sapere se verrà abolita definitivamente: un’altra opzione di pensione anticipata dovrà essere trovata. C'è un anno e mezzo di tempo per mettere nero su bianco quell'ampio consenso bipartisan per riformare una volta per tutte le pensioni, correggendo la Fornero, e consentendo un’uscita flessibile a 64 anni con 36 o 38 anni di versamenti (anziché 67 anni per la vecchiaia o 42 anni e 10 mesi con l’anticipata). L’ipotesi di adottare una soluzione flessibile sul modello di “Opzione Donna”, ovvero con un ricalcolo contributivo complessivo, è reale.

Si capirà qualcosa su come andranno le cose già a fine anno, senza dover attendere fine 2021. La prossima manovra –che dovrà essere varata tra sette mesi  – darà indicazioni utili (almeno in parte) su quale strada il governo vuole intraprendere per evitare lo scalone che si formerà tra 2021 e 2022 nel caso non si mettesse mano al sistema pensioni: facile prevedere un nuovo autunno caldo sul fronte pensioni. Il confronto tra governo e parti sociali, messo in naftalina causa emergenza coronavirus, ripartirà il prima possibile.

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