Sabato, 17 Aprile 2021
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Pensioni, per i lavoratori precoci arrivano gli assegni Inps

La domanda di accesso alla pensione anticipata per i lavoratori precoci può essere presentata da chi ha iniziato a lavorare prima della maggiore età cumulando più di 40 anni di contributi anche con un'età anagrafica relativamente bassa

Pensioni, buone notizie per i lavoratori precoci: l'Inps ha dato inizio alle procedure di liquidazione delle pensione anticipata in favore di chi ha iniziato a lavorare prima della maggiore età. L'istituto di previdenza ha spiegato l'iter per la gesione delle domande.

Pensioni, chi sono i lavoratori precoci

La domanda di accesso alla pensione anticipata per i lavoratori precoci può essere presentata da chi ha iniziato a lavorare prima della maggiore età cumulando più di 40 anni di contributi anche con un'età anagrafica relativamente bassa, spesso intorno ai 60 anni.

I lavoratori dovranno prestare attenzione a non svolgere attività di lavoro dipendente o autonoma durante tutto il periodo di anticipo pena la sospensione della pensione ed il recupero di tutte le mensilità corrisposte.

Pensione anticipata, i chiarimenti dell'Inps

L'Inps chiarisce che il beneficio spetta ai lavoratori dipendenti, autonomi, iscritti alle forme sostitutive ed esclusive, anche se questi perfezionano il requisito contributivo dei 41 anni in regime di cumulo, anche con Enti e Casse. Sono esclusi i lavoratori non in possesso di anzianità contributiva al 31.12.1995 e che, pertanto, appartengono al sistema contributivo puro. Nessuna preclusione, invece, per coloro che hanno optato per la liquidazione del trattamento con le regole di calcolo contributive in quanto costoro hanno contribuzione al 31.12.1995 Possono accedere alla pensione i lavoratori che abbiano cessato l’attività lavorativa dipendente, autonoma e parasubordinata in Italia o all’estero.

Pensioni per lavoratori precoci, i requisiti

Tra i principali chiarimenti forniti dall'Inps uno è relativo al requisito della precocità. Come noto la carriera assicurativa deve essere di almeno un anno di contribuzione, per periodi di lavoro effettivo, svolti prima del compimento del 19° anno di età. Cioè il lavoratore alla data del compimento della maggiore età deve avere già almeno il primo accredito contributivo da lavoro effettivo.

L'Inps fa l'esempio di un soggetto che ha lavorato come apprendista per un anno prima dei 19 anni. A 20 anni viene assunto come dipendente pubblico e raggiunge così i 41 anni di anzianità nella gestione pubblica avendo maturato il requisito della precocità nella gestione privata. L’interessato può chiedere di accedere alla pensione utilizzando la sola contribuzione della gestione pubblica. Se nella gestione pubblica l'assicurato avesse maturato 40 anni di contributi potrà chiedere di accedere alla pensione anticipo in cumulo utilizzando tutta la contribuzione.

Pensione anticipata, tutte le ultime novità

L'Inps chiarisce come la pensione anticipata in favore dei lavoratori precoci non è cumulabile con redditi di lavoro, subordinato ed autonomo, prodotti in Italia e all’estero per il periodo di anticipo rispetto ai requisiti per la pensione anticipata vigenti per la generalità dei lavoratori. 

Ad esempio un lavoratore che accede alla prestazione con 66 anni e 41 anni di contributi non potrà, comunque, reimpiegarsi in attività di lavoro (dipendente o autonomo, anche all'estero) sino al raggiungimento (virtuale) dei requisiti contributivi necessari per il conseguimento della pensione anticipata standard (42 anni e 10 mesi, 43 anni e 3 mesi dal 2019) anche se questi requisiti verranno ad essere maturati oltre la data per il pensionamento di vecchiaia (66 anni e 7 mesi, 67 anni dal 2019).

Attenzione quindi. In caso il lavoratore che gode della pensione anticipata trovi anche per un breve periodo una nuova occupazione, a qualunque titolo, l'Inps dovrà procedere alla sospensione della prestazione dalla sua decorrenza fino alla conclusione del periodo di anticipo. E le rate di pensione eventualmente già erogate devono essere recuperate.

Ad esempio anche se per un solo anno il reddito da lavoro dipendente e/o autonomo è maggiore di zero la prestazione viene azzerata fino alla data di scadenza del beneficio anche se negli anni successivi il reddito da lavoro è pari a zero. 

La guida: A che età si può andare in pensione 

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