Giovedì, 25 Febbraio 2021

Piccoli pagamenti con carte e bancomat: rischio beffa (per i commercianti) e tanti ostacoli

Il taglio delle commissioni sulle "microspese", per una cifra compresa tra i 5 e i 25 euro, non è ancora realtà. Ma la strada per rendere l'Italia più moderna passa anche da qui

Via libera ai piccoli pagamenti con carte e bancomat, con tanto di cashback? Perché no? L'idea piace. Ma ci sono alcuni ostacoli ancora da superare. Secondo Confesercenti è "una bella notizia", per Confcommercio "un'iniziativa apprezzabile": il taglio delle commissioni sulle "microspese", quelle per una cifra compresa tra i 5 e i 25 euro, non è ancora realtà.

Il governo spinge, ma non potrà imporre nulla al mondo bancario. L'iniziativa, nelle intenzioni dell'esecutivo, dovrebbe favorire l'aumento dei pagamenti elettronici, affiancando il "cashback", il rimborso di 300 euro previsto per chi sceglie i pagamenti digitali. Servono norme chiare però. Basti pensare a che cosa successe alcuni anni fa, quando le commissioni vennero azzerate per i benzinai per i pagamenti fino a 100 euro, ma furono incrementati tutti i costi accessori di gestione del Pos. Un non-sense da non ripetere.

"Il timore - dicono da Confesercenti - è che dopo, non dovendo pagare le commissioni, le banche trasferiscano a nostro carico costi di servizio impropri, e che quello che non si paga dalla porta rientri dalla finestra", dice Mauro Bussoni, segretario generale dell'organizzazione.

Il cashback e il super-cashback: che cosa sono

La strada per rendere anche l'Italia un Paese più moderno passa anche da qui, è la convinzione dell'esecutivo e in particolare del premier che vuole allinearsi all'Europa dove carte e bancomat sono molto più diffusi. E l'ipotesi di ridurre i costi a carico dei commercianti sarebbe uno degli strumenti per assicurare il successo dell'operazione 'cashback'. E che sul fronte dei cittadini, come anticipato dallo stesso premier, dovrebbe ruotare intorno al superpremio da 3000 euro. Un 'tesoretto' al quale potranno avere accesso i primi 100mila cittadini che useranno di più la carta di credito: per questo meccanismo conterà il numero di operazioni e non la cifra, per cui cinque caffè - è stato spiegato - equivarranno a cinque borse di lusso. Un incentivo che si affiancherà al 'cashback' più tradizionale e che consentirà a chi sceglie i pagamenti digitali di ottenere un rimborso massimo di 300 euro.

Il cashback e il super-cashback (il nuovo nome del bonus Befana) dovrebbero partire dal primo dicembre ma per diventare operative hanno bisogno di essere messe nero su bianco con dei decreti attuativi del Tesoro. A disposizione ci sono al momento un miliardo e settecentocinquanta milioni per il 2021, poco più della metà dei 3 miliardi stanziati originariamente con la manovra dello scorso anno e poi però dirottati per il finanziamento delle misure anti Covid. Il fondo ovviamente può sempre essere ulteriormente rimpinguato, in occasione della prossima legge di Bilancio.

L'ultima parola spetta agli operatori del settore, che non vogliono rimetterci nulla. Ogni banca si muoverà secondo le proprie possibilità e le proprie politiche commerciali. Altro problema è che i Pos contactless, che permettono di velocizzare i micropagamenti perché non si deve digitare il Pin, hanno una diffusione ancora ridotta. C'è tanta strada da fare.

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