Venerdì, 16 Aprile 2021

Ludovico Fremont: "In questo momento tanti padri, come me, non possono vedere i figli" | L'INTERVISTA

L'attore romano sta trascorrendo la quarantena con la compagna Simona Fiorenza e i due figli di lei. Per riabbracciare la sua Regina Amelie dovrà aspettare la fine dell'emergenza

Ludovico Fremont

"Cerco di non pensarci". E' il 'segreto' di Ludovico Fremont per affrontare questo periodo difficile. Lontano dalla figlia Regina Amelie, nata 6 anni fa dalla relazione con Alma Manera, l'attore sta trascorrendo la quarantena con la compagna Simona Fiorenza e i due figli di lei, che gli riempiono le giornate con compiti da fare e nuove cose da scoprire. E poi c'è il suo pubblico, che oggi lo apprezza a teatro ma non lo dimentica nei panni di Walter, tra i protagonisti più amati della serie tv 'I Cesaroni', che proprio in questi giorni - ritrasmessa su diverse piattaforme - sta riscuotendo una nuova ondata di successo a distanza di anni. 

Come va la tua quarantena?
"E' una quarantena molto piena la mia. Per evitare di avere tracolli psicofisici cerco di mantenere la giornata strapiena. Le mie giornate sono cadenzate dalla mattina alla sera, cerco di fare più cose possibili. La mattina mi alleno sempre, anche solo 20 minuti, poi mi dedico al mio lavoro e ai miei hobby. Leggo, ascolto musica, cerco nuovi brani, mi informo, cucino. Non ci penso insomma, faccio come il calabrone. Il calabrone non potrebbe volare visto il peso e l'apertura alare, ma lui non ci pensa e continua a farlo. Ecco, più o meno sto facendo la stessa cosa. Non penso troppo alla situazione che stiamo vivendo e cerco di tenermi impegnato".

In queste settimane di 'reclusione' le serie tv sono gettonatissime e sono in tanti quelli che dopo anni stanno riguardando i Cesaroni...
"Io cerco di evitare di spappolarmi il cervello davanti alla tv perché ho bisogno di tenermi vivo. Non riesco a stare tutto il giorno sul divano, capisco però che per molti è un modo per decomprimere. Sono felicissimo perché sto ricevendo migliaia di messaggi, non esagero, da parte di persone che mi scrivono perché stanno riguardando 'I Cesaroni'. Ho sentito un affetto profondissimo a distanza di anni e ne vado fiero. Mai come oggi sono fiero di aver fatto una serie che riesce a strappare dei sorrisi anche a distanza di dieci anni. C'è un affetto ancora spropositato e in un momento del genere, in cui la gente cerca un modo per passare il tempo e divertirsi, non lo so onestamente se altre serie ci riescono. Ci sono delle serie meravigliose, ma questa credo sia quella più vista di sempre".

Una serie tv diventata fenomeno. Voi ve ne rendevate conto in quegli anni?
"Ci chiamavamo 'la corazzata Cesaroni', perché qualunque programma mettevano contro di noi lo battevamo. E' stato l'unico programma televisivo che ha battuto Sanremo. E oggi davvero si può dire che è diventata un fenomeno. Non me lo aspettavo che a distanza di anni si potesse avere questa seconda ondata di successo. Essere rimasto nel cuore della gente per quella serie mi fa solo che piacere"

Li senti ancora gli altri del cast?
"Con Matteo (Branciamore, ndr) ogni tanto mi sento, anche con Alessandra (Matronardi). Sento Max Tortora, Antonello Fassari, Elena Sofia Ricci, Elda Alvigini, ho mantenuto un ottimo rapporto. Io di base tendo a mantenere ottimi rapporto con tutti, se c'è onestà intelletuale. Non sono uno sportivo di professione ma lo sono per animo, la competizione sana mi piace. Se trovo quindi persone sane mi piace condividere e confrontarmi, con le persone che non lo sono tendo a rompere il rapporti, come credo facciano tutti". 

Quello è stato un bel trampolino di lancio, ora stai facendo molto teatro...
"Avrei dovuto continuare delle tournée che sono state bloccate dal coronavirus e mi dispiace molto. In questa fase però, nonostante le grossissime difficoltà che abbiamo, non possiamo permetterci di abbassare la guardia. La ricaduta, e non lo dico io ma scienziati, potrebbe essere peggiore della prima".

Teatri e cinema saranno le ultime cose a riaprire dopo l'emergenza. E' un momento difficile per voi attori.
"Difficilissimo, è tutto bloccato. Da attore sono preoccupato, ma allo stesso tempo faccio come ti dicevo prima. Cerco di non pensarci e di trarne beneficio da questa situazione perché è l'unico modo per poterne uscire".

Finirà. Nel frattempo dobbiamo restare in casa. Tua figlia vive con la mamma, riesci a vederla?
"Sono costretto a non vederla e me ne duole tantissimo per questo. Ci sono tanti padri, come me, momentaneamente sono costretti a non vedere i propri figli ed è una cosa che lacera il cuore".

A casa con te c'è la tua compagna con i suoi due figli.
"Sì e c'è una cosa che mi piace tantissimo fare, studiare insieme a loro. Uno va alle medie e l'altro alle elementari. Io ero uno di quegli alunni fuori dal coro, non mi limitavo a studiare ma cercavo sempre qualcosa di più e oggi mi sta tornando utile. Poter ripetere con i miei figliocci, ad esempio, storia, mi ha dato la possibilità di riprendere tra le mani la mia curiosità e riavvicinarmi a cose che avevo studiato in passato e ora sto riprendendo. E' molto utile. A me piace fare le cose con loro, cercargli di spiegare le cose più importanti da ricordare e come ricordarsele, affacciare anche i segreti del mio mestiere. Mi tengo allenato e riprendo materie che per ovvi motivi non ho più approfondito. Già che me le ricordo è una cosa buona (ride, ndr), ma poi è bello approfondirle in maniera più matura. In questa situazione poter fare le cose con i propri figli, soprattutto lo studio, che è la parte più difficile, è molto utile e crea un rapporto più intenso".

La prima cosa che farai quando tutto questo sarà finito?
"Riabbracciare le persone a cui voglio bene. L'abbraccio vero, quello forte, dove trasmetti passione e affetto". 

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