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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Grecia / Grecia

Andreas Georgiou, l'uomo che ha ridato credibilità ad Atene

Il direttore dell'Ufficio nazionale di statistica greco ha ridato credibilità a tutto il paese. Ma si è creato molti nemici

Chi è Andreas Georgiou, il direttore dell'Ufficio nazionale di statistica greco (Elstat), che con la sua onestà si è creato molti nemici? Lo racconta il giornale olandese NRC Handelsblad (tradotto da Presseurop).

Tre anni fa ha lasciato il suo lavoro all'Fmi a Washington per tornare ad Atene. La Grecia era già nel bel mezzo della crisi economica e riceveva critiche pesanti dalla Ue. Il deficit di bilancio era stato rivisto passando dal 3,7 al 12,5 per cento e addirittura al 15,8 per cento poco tempo dopo. Nessuno dava più alcun credito alle statistiche ufficiali fornite dai greci. La crisi si è aggravata per mancanza di cifre affidabili e quando divenne chiaro che i governi avevano mentito sulle finanze.

Ora le cose sono cambiate: i dati dell'Ufficio diretto da Georgiou sono ritenuti da analisti greci e internzionali più che affidabili. Ma il direttore e i suoi funzionari sono accusati di alto tradimento.

"Quando la crisi è scoppiata, l'Ufficio di statistica faceva parte del ministero delle finanze. Nelle tabelle europee, le cifre greche erano generalmente accompagnate da una nota a piè di pagina. Eurostat indicava di non poter verificare se le cifre erano state realizzate conformemente alle regole e in modo indipendente. Dal 2004 Eurostat aveva inviato invano dieci missioni ad Atene per correggere le statistiche. Nel gennaio 2010 è uscito un rapporto molto duro sulle cifre truccate e sull'ingerenza politica".

"Nel momento in cui Georgiou è arrivato a guidare il servizio, che ha assunto un nuovo nome (Elstat) ed è stato separato dal ministero delle finanze, le note a piè di pagina sono scomparse. Gli ultimi cinque rapporti semestrali hanno ricevuto il via libera di Eurostat. Una vera e propria rivoluzione amministrativa, ma che non ha certo aiutato Georgiou a farsi degli amici nel suo stesso paese. Ormai nessun politico vuole essere visto in compagnia di Georgiou o si pronuncia pubblicamente in suo favore. Nei dibattiti politici alla radio o in televisione si parla di lui come di un traditore della patria che meriterebbe la pena di morte."

Il sindacato si è scagliato contro Georgiou, che "non fa che moltiplicare i nostri problemi". Georgiou è "il fantoccio dei nostri creditori" e gli viene rimproverato di non fare "l'interesse nazionale". Il ragionamento è questo: va bene avere delle statistiche corrette, ma non bisogna essere troppo onesti né sinceri. Anche Eurostat, che si è molto impegnata nella riforma di Elstat e che ha difeso apertamente Georgiou, è indirettamente sul banco degli accusati.

Un'inchiesta ha dimostrato che la sua email era controllata quasi ogni giorno. Migliaia di mail erano lette e scaricate da un membro del consiglio di amministrazione di Elstat. Poco dopo il comitato di amministrazione è stato sciolto dal ministero delle finanze e la struttura di Elstat è stata modificata. Georgiou ha denunciato la vicenda alla magistratura. La polizia ha aperto un'inchiesta. "Sono due anni che l'indagine va avanti, ma finora non è successo nulla".

In alcuni settori publici i funzionari greci non sono sempre valutati secondo le loro reali capacità. I licenziamenti sono molto pochi, anche se la pubblica amministrazione è troppo grande e costosa rispetto ai risultati prodotti.

Georgiou tira dritto per la sua strada. Non dedica tempo a curare le sue amicizie politiche né ad allacciare contatti con i dirigenti delle banche. "Era necessario creare un muro contro l'ingerenza politica, in modo che la gente che lavora in questi uffici possa esercitare la sua professione con orgoglio. Questo ufficio era lo zimbello dell'intera Europa. Adesso siamo di nuovo ammessi nella famiglia della statistica europea", dice con l'orgoglio di chi ha fatto bene il lavoro che gli è stato assegnato. Fonte: Presseurop

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