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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Russia / Russia

Attivisti di Greenpeace arrestati trasferiti in carcere di San Pietroburgo

Tra loro anche l'italiano Cristian D'Alessandro

L'equipaggio di Greenpeace, arrestato nell'Artico a bordo della Arctic Sunrise e incriminato con l'accusa di condotta disordinata, è stato "trasferito in treno questa mattina" da Murmansk in un carcere (per custodie preventive) di San Pietroburgo, in base a quanto dichiarato dalla commissione d'inchiesta "tenuto conto del fatto che i presunti atti non appartengono alla giurisdizione dei tribunali della regione di Murmansk, e nel relativo caso penale, le indagini fanno base a San Pietroburgo", secondo quanto annunciato dal servizio stampa dell'amministrazione carceraria regionale e da fonti del comitato investigativo.

Sono stati trasferiti "tutti" i 28 membri dell'Ong - tra loro l'italiano Cristian D'Alessandro - e i due free lance, fermati a seguito di una protesta contro le trivellazioni offshore alla piattaforma Prirazlomnaja, nell'Artico lo scorso 18 settembre. Gli attivisti sono stati incriminati per pirateria, successivamente è stato annunciato che l'accusa sarebbe stata derubricata a teppismo.

Secondo la Russia "le azioni degli attivisti di Greenpeace sulla piattaforma Prirazlomnaja del 18 settembre hanno violato la legge russa sulla zona economica esclusiva e la piattaforma continentale".

L'azione di Geenpeace è stata ampiamente coperta dalla stampa internazionale e ha rovinato i rapporti tra la Russia e l'Olanda, uno dei principali partner commerciali per i russi. La nave Arctic Sunrise batteva infatti bandiera olandese. La reazione più dura contro un'azione di Greenpeace fu quando le forze di sicurezza francesi affondarono la Rainbow Warrior nel 1985, la nave ammiraglia della flotta di Greenpeace, nel porto di Auckland, in Nuova Zelanda. L'avvenimento provocò lo sdegno della comunità internazionale e non giovò certo alla popolarità dei francesi nelle relazioni internazionali.

Quanto al presidente Vladimir Putin, che ha criticato la protesta, ha detto che le azioni degli attivisti non erano chiaramente pirateria. Ma poi gli attivisti uno per uno sono stati portati davanti il tribunale di Murmansk, nella Russia nord occidentale, incriminati e rimandati nelle loro celle per il processo.

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