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Domenica, 23 Gennaio 2022
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Nigeria, il prezzo del progresso lo pagano i senzatetto

L'atteggiamento del governo nigeriano verso i poveri, che rappresentano almeno il 70 per cento della popolazione: demolire le loro baraccopoli e sperare che se ne vadano dalle grandi città

Il giovane con il piede di porco in piedi su un mucchio di macerie - vecchie tavole, resti di vasi, pezzi di cartone, vestiti stracciati, pezzi di calcestruzzo - è indistinguibile dagli altri mucchi detriti che si perdono fino all'orizzonte. Un reportage del New York Times racconta la povertà dilagante a Lagos, Nigeria.

"Questa era la mia casa prima che Fashola la demolisse," dice John Momoh, 28 anni, guardando le macerie. Si riferisce al governatore di Lagos, Babatunde Fashola. Momoh, un autista, cerca ostinatamente si salvare il salvabile - un chiodo, una tavola - di quella che era la sua casa.

Le ruspe del governo hanno abbattuto la casa di Momoh e altre 500 sabato scorso, rendendo di colpo senzatetto 10.000 tra i più poveri abitanti di Lagos, distruggendo Badia East, una baraccopoli che era lì da decenni. Per giorni, i residenti hanno vagato tra le macerie. Erano storditi e arrabbiati. I bambini piccoli dormivano sul terreno fangoso. Gli uomini scalavano i cumuli di macerie, alla ricerca di qualcosa. Il caldo era insopportabile e donne, uomini e bambini affamati dormivano all'aperto. Il governo aveva distrutto il loro presente, spiegavano, senza dargli alcuna garanzia per il futuro. "Ho perso tutto", ha detto Momoh. "Noi non abbiamo soldi per mangiare."

Un cuoco di 30 anni, Kingsley Saviouru, dice: "Hanno demolito tutto. Non ci hanno dato niente. Noi restiamo qui, soffrendo."

Guidata da un governo molto deciso, elogiato dai media finanziari internazionali, Lagos, megalopoli affollata di grattacieli, lagune sporche, ingorghi feroci e baraccopoli tentacolari, in cui vivono 21 milioni di persone, ha proclamato la sua ambizione di diventare il centro finanziario di tutta l'Africa.

I progetti infrastrutturali e residenziali abbondano, tra cui una metropolitana leggera, e c'è anche un vasto progetto di centri commerciali stile-Dubai (Bill Clinton la scorsa settimana ha inaugurato la scorsa settimana un progetto immobiliare in città). Una nuova concessionaria Porsche ha aperto nel quartiere finanziario.

In questa visione scintillante del futuro della città, le vecchie baraccopoli di Lagos hanno un futuro incerto. Due terzi degli abitanti della città vivono in quartieri "informali", come li chiamano gli attivisti, mentre più di un milione di poveri della città sono stati espulsi con la forza dalle loro case senza preavviso negli ultimi 15 anni.

La scorsa estate, fece clamore la notizia che motoscafi governativi con uomini armati di machete sgomberarono il quartiere galleggiante di Makoko, rendendo circa 30.000 persone senza casa. Alla discarica di Ojota, dove migliaia di persone sbarcano il lunario, le baracche vengono regolarmente demolite.

L'atteggiamento del governo nigeriano verso i poveri, che rappresentano almeno il 70 per cento della popolazione, è parso di nuovo chiaro sabato scorso a Badia East, dove vengono addirittura minacciate altre demolizioni (ci vivono ancora 40.000 persone). La scena di sabato è stata un classico: un veicolo della polizia nero si è presentato di buon'ora, poliziotti armati in uniforme sono saltati fuori per sedare ogni irrequietezza, e le ruspe hanno incominciato a lavorare sotto gli occhi dei residenti sgomenti. Agli abitanti sono stati dati 20 minuti, al massimo, per fare le valigie.

"Tutti correvano alla rinfusa", ha detto un residente, Femi Aiyenuro, aggiungendo che chi è tornato indietro per recuperare le proprie cose è stato picchiato con i calci dei fucili e con i manganelli. "Hanno iniziato a colpire le persone.". Quelli che sono riusciti a mettere da parte un po' di cose le hanno accatastate lungo una linea ferroviaria che corre lungo i confini di Badia.

"Mi stavano picchiando", racconta Charity Julius, 27 anni e incinta. Racconta che stava correndo verso la sua baracca per prendere il suo bambino, e dopo averlo messo in salvo è tornata indietro per raccogliere i pochi oggetti che possiede. "La polizia ha iniziata a colpirmi" racconta lei mostrando un livido sul braccio come prova.

Il commissario dello Stato di Lagos per la casa, Adedeji Olatubosun Jeje, ha fornito una versione diversa dei fatti.

"E' la rigenerazione di uno slum," ha detto. "Abbiamo dato tutti gli avvisi del caso. Il governo intende sviluppare 1.008 nuove unità abitative. Quello che è stato demolito è solo un gruppo di baracche. Nessuno viveva in quelle baracche. Forse c'erano al massimo un paio di occupanti abusivi che vi abitavano." Ma le nuove abitazioni saranno fuori dalla portata dei vecchi abitanti, denunciano gli attivisti. Gli abitanti di Badia guadagnano meno di 100 dollari al mese in media. I fatti sono molto semplici nella loro durezza: nel giro di sei ore, Badia East non esisteva più.

"Non abbiamo un posto dove stare", dice Joy Austin, madre di tre figli. "Tutti sono senza casa adesso. Noi non abbiamo nessun posto dove andare." Il suo alloggio è ora uno sporco materasso di spugna poggiato su un cartone, nel fango. Ci dormo i suoi bambini, coperti da zanzariere strappate.

Una parrucca spunta dalle macerie. Lì vicino si trovano un paio di reggiseni, la pistola giocattolo di un bambino, alcuni CD, una camicia strappata, una bottiglia di shampoo schiacciata. Ai margini del campo di macerie, ragazzini giocano a un improvvisato tennis da tavolo si due tavole appoggiate a due taniche. Un giovane spinge una carriola di legno su cui ha legato una piccola bandiera nigeriana. In serata, i ragazzi che si arrampicano per tutto il giorno a piedi nudi sopra i cumuli di macerie hanno i piedi devastati da ferite dolorose.

Mr. Morka, un avvocato di Harvard che ha sfidato il governo dello stato in tribunale per le demolizioni, racconta cosa sta succedendo davvero a Lagos: "Vogliono una Lagos che si presenti bene, che luccichi. Ma sono consapevoli che Lagos è Lagos grazie alle persone che vivono qui. Stanno facendo tutto questo senza alcun riguardo per le persone che vivono qui."

Questa caccia aperta che iil governo ha dichiarato verso il suo stesso popolo lascia stupefatti gli abitanti di Badia. "Non so il motivo per cui facciano tutto questo", dice la signora Austin, che viveva nela baraccopoli. "Non so perché distruggono tutto. Non ce l'aspettavamo. La gente stava ancora dormendo. Non abbiamo nemmeno fatto i bagagli."

Mr. Aiyenuro, una guardia di sicurezza che si era costruito da solo la sua abitazione, racconta: "Qui ci viveano migliaia di persone

"C'è una convinzione sbagliata secondo cui se si demolisce una baraccopoli, gli abitanti lasceranno la megalopoli e se ne torneranno ai loro paesini", dice Megan Chapman, un avvocato americano che lavora con il signor Morka. "E' completamente falso. Le persone non scompaiono così."

Esplosioni di rabbia contro il governatore Fashola sono sempre più frequenti. "Non siamo criminali" urla Peter Patersoa, 39 anni, muratore e padre di un bimbo di un mese. "Fashola sta facendo il lavoro sbagliato! Lui non sta facendo il bene di Lagos." Ma le speranze stanno abbandonando le persone che sono restate a Badia: "Preghiamo Dio", dice Mr. Ayenuro. Fonte: New York Times

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