Lunedì, 25 Ottobre 2021
Il vertice

Draghi al G20: ''In Afghanistan catastrofe umanitaria, mandato all'Onu per agire''

Il premier italiano ha parlato in conferenza stampa al termine del vertice sulla crisi afghana: ''va impedito il collasso del Paese. Sulle donne non si torni indietro di 20 anni"

Al termine del G20 straordinario per la crisi in Afghanistan, il premier Mario Draghi ha fatto il punto della situazione, analizzando i temi discussi durante il vertice: ''L'emergenza umanitaria in Afghanistan è gravissima. Durante il summit si è parlato di catastrofe umanitaria e con l'avvicinarsi dell'inverno c'è la percezione di come la situazione stia precipitando".

Draghi: "Mandato all'Onu per agire in Afghanistan"

''Nel G20 straordinario- ha proseguito Draghi - da quasi tutti è emersa la necessità di arrivare a una posizione unificata, questo si è tradotto in un mandato alle Nazioni Unite per un coordinamento nella risposta, naturalmente" in un mandato "ad agire anche direttamente. Quindi vari attori, anche l'Ue e le istituzioni finanziarie internazionali, lavoreranno sotto questo grande ombrello".

Draghi ha spiegato che "la presidente della commissione europea Von der Leyen ha annunciato uno stanziamento di un miliardo di dollari e questo è stato uno dei vari impegni a finanziare la risposta umanitaria".

Il premier ha poi sottolineato che "occorre impedire il collasso economico del paese e questo significa tante cose: significa impedire che il sistema dei pagamenti crolli, significa cercare di salvare quel poco di sistema bancario che è rimasto".

''Sulle donne non si torni indietro di 20 anni''

Inoltre, "è stato toccato da tutti il problema dei diritti delle donne, di garantire loro istruzione, di non tornare indietro 20 anni". Ed ha trovato "consenso ha trovato la necessità che l'Afghanistan non torni ad essere una specie di rifugio del terrorismo internazionale" ha detto il presidente del Consiglio.

Quanto all'assenza di Vladimir Putin e del presidente cinese Xi Jinping al G20 straordinario sull'Afghanistan "non era dovuta a motivi specifici - ha spiegato - è stata comunicata in anticipo, che sarebbero stati rappresentati da altri esponenti di governo. Il coinvolgimento di Russia e Cina c'è ed è stato continuo". Il summit di oggi "arriva dopo un Assemblea generale delle Nazioni unite e una riunione straordinaria dei ministri degli Esteri, non credo di poter dire" che dietro l'assenza dei due leader "ci siano stati motivi particolari di politica estera".

"Io lo considero un successo questo meeting - ha detto ancora il presidente del Consiglio - perché è la prima volta che viene data una risposta multilaterale alla crisi afghana. Con una prospettiva di più lungo periodo, si può dire che il multilateralismo sta tornando come uno schema di lavoro dei Grandi" del pianeta.

"Ho invitato tutti a cercare di lavorare il più possibile insieme, soprattutto sulla risposta della crisi umanitaria per permettere di superare le inevitabili differenza di vedute di politica estera. Su questo non ci sono diversità" ha affermato il premier.

"Si è anche parlato della necessità di coinvolgere i paesi limitrofi. Occorre dare ordine e visibilità a movimenti migratori, al momento non c'è un coordinamento" ha aggiunto.

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