Venerdì, 24 Settembre 2021
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G20, leader del mondo contro Trump su clima e protezionismo

Al G20 diversi leader mondiali hanno fatto fronte comune contro Washington su quasi tutti i temi discussi, dal clima al commercio

Trump è sempre più solo: al G20 diversi leader mondiali hanno fatto fronte comune contro Washington su quasi tutti i temi discussi, dal clima al commercio. Durante l'incontro sul mercato internazionale si è arrivati a parlare di una possibile guerra commerciale transatlantica. La cancelliera tedesca Angela Merkel, incaricata di trovare un compromesso, ha dichiarato: "Le discussioni sono molto difficili. Non ci girerò intorno".

L'inquilino della Casa Bianca, durante il meeting di Amburgo, ha parlato di restrizioni nelle importazioni, accennando alla possibile introduzione di tariffe doganali nel mercato dell'acciaio. Se Trump prendesse questa decisione, che era già pronta prima che atterrasse in Europa pochi giorni fa, le conseguenze riguarderebbero almeno dodici paesi. "Risponderemo con contromisure adeguate se necessario, sperando che non lo sia", ha dichiarato il presidente della commissione europea Jean-Claude Junker. "Siamo disposti a tutto", ha aggiunto, sostenendo che l'Europa reagirà in pochi giorni in caso di approvazione delle restrizioni. I maggiori esportatori di acciaio verso gli Stati Uniti sono Canada, Brasile, Corea del Sud, Messico e Turchia, ma anche la Germania ha un'industria florida in questo campo: i leader tedeschi hanno infatti cercato di capire le conseguenze delle eventuali restrizioni americane sul mercato nazionale.

Dello stesso tenore anche le dichiarazioni del presidente del consiglio europeo Donald Tusk. Nonostante si sia detto sollevato dalle proclamazioni di Trump a supporto di organizzazioni internazionali come la Nato, Tusk si è chiesto "se si tratti di un incidente di una volta, o di una nuova politica. Il presidente ha detto a Varsavia che le parole sono facili, ma sono le azioni che contano. E il primo test è il nostro incontro qui ad Amburgo".

Non la pensa così il segretario al Tesoro statunitense, Steven Mnuchin, secondo cui gli Stati Uniti non sono però andati così male: "Abbiamo avuto diversi incontri produttivi sull'economia", ha dichiarato alla stampa alla fine del meeting di venerdì. I commenti dei vari leader europei sono una delle prove della disarmonia agli incontri del G20 e del tentativo dell'Europa di opporsi alle politiche di Trump. Tensione già esplosa con il ritiro degli Stati Uniti dagli accordi sul clima di Parigi, e oggi evidente su diversi temi tra quelli discussi ad Amburgo.

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