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Domenica, 16 Gennaio 2022
Grecia / Grecia

La Grecia si ferma per uno sciopero contro la riforma del pubblico impiego

Per rispondere alle richieste della Troika (Ue-Bce-Fmi), la Grecia deve tagliare entro la fine dell'anno 4mila posti di lavoro

Gran parte dei servizi pubblici resteranno fermi oggi in Grecia per uno sciopero generale convocato dai sindacati contro la riforma del settore del pubblico impiego di cui è in corso la discussione in Parlamento.

Il progetto di legge, che dovrebbe essere votato domani, prevede un piano di tagli e riorganizzazione che toccherà una gran parte dei 700mila funzionari pubblici del paese.

Bloccata la rete ferroviaria di tutto il paese; ad Atene autobus e metro resteranno fermi dalle 6 alle 18: una grande manifestazione si svolgerà nel centrocittà, convocata dal sindacato comunista Pame e un'altra organizzata dal sindacato del settore privato GSEE e dei dipendenti pubblici Adedy.

Per rispondere alle richieste della Troika (Ue-Bce-Fmi), la Grecia deve tagliare entro la fine dell'anno 4mila posti di lavoro nel pubblico impiego e ridistribuire oltre 12.500 dipendenti. Il testo di legge in esame prevede una "riserva di mobilità" per 4.200 persone per otto mesi durante i quali percepiranno il 75% del loro salario; in caso di rifiuto di passaggio a un'altra amministrazione saranno licenziati. I primi ad essere interessati saranno i dipendenti del ministero dell'Educazione nazionale e i 3.500 poliziotti municipali.


Dall'approvazione di questa legge, che prevede anche alcuni interventi di liberalizzazione nel settore privato, dipende la concessione di un'ulteriore tranche di aiuti da parte dei creditori internazionali.

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