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Giovedì, 22 Febbraio 2024
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Maoisti: "se attaccati, pronti a uccidere Bosusco"

Il leader dei ribelli, Sabyasachi Panda, avverte le autorità indiane: "In caso di operazione di polizia, la vita dell'ostaggio è in pericolo". Il console d'Italia: "Nessun blitz in preparazione"

"Se il governo non metterà rapidamente in atto condizioni concrete, la vita di Paolo Bosusco sarà in pericolo". A Parlare è Sabyasachi Panda, leader maoista. Il contenuto del messaggio recapitato alla tv Cnn-Ibn e rimbalzato su tutte le emittenti indiane non lascia molto spazio alla mediazione. E se il governo dovesse decidere di lanciare un'operazione militare per liberare l'ostaggio italiano, i ribelli si sono detti pronti "a ucciderlo immediatamente". A poco sono quindi valse le "generiche promesse", come le ha definite Panda, fatte dal governo indiano. Promesse, tra l'altro, ufficiose e mai formalizzate. 

"Nessuna operazione in vista" - A provare a riportare la calma ci ha pensato il console generale d'Italia, Joel Melchiori, che in una dichiarazione ha spiegato che "il governo dell'Orissa ha escluso che sia in preparazione un'operazione di polizia contro i maoisti". 

La chiave - Una possibilità per sbloccare la situazione potrebbe essere la liberazione della moglie di Sabyasachi Panda e di altri ribelli prigionieri delle autorità dell'Orissa in cambio della liberazione di Bosusco, prigioniero dei maoisti dallo scorso 14 marzo. Ma questa, ad oggi, è solo un'indiscrezione raccolta dal quotidiano The Hindu

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