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Martedì, 28 Maggio 2024
nuova tensione / Cina

Tutte le volte in cui Joe Biden ha definito Xi Jinping un "dittatore"

Il presidente Usa ha lasciato intendere che il leader cinese, fresco di incontro con Antony Blinken, sia un "dittatore". Per Pechino si tratta di affermazioni "assurde e irresponsabili". Parole che potrebbero vanificare i faticosi sforzi per calmare le tensioni tra le due superpotenze

La missione di pochi giorni fa del Segretario di Stato americano Antony Blinken in Cina era stata accolta dalla leadership cinese come un tentativo di stabilizzare relazioni bilaterali. I segnali di distensione tra Usa e Cina non sono durati a lungo e la tensione tra le due superpotenze sembra alzarsi nuovamente. 

"Xi è un dittatore"

Il presidente Joe Biden ha dato del dittatore al leader cinese Xi Jinping, durante un evento per una raccolta fondi elettorale in California, commentando la vicenda dei palloni spia cinesi abbattuti sui cieli americani. "Il motivo per cui Xi Jinping si è molto arrabbiato quando ho fatto abbattere quel pallone con due vagoni pieni di equipaggiamento di spionaggio - ha detto Biden - è che non sapeva che fosse lì. No, sono serio. Quello è il grande imbarazzo per i dittatori, quando non sanno cosa è successo. Non doveva andare dov'era. È stato portato fuori rotta attraverso l'Alaska e poi giù attraverso gli Stati Uniti e lui non lo sapeva. Quando è stato abbattuto era molto imbarazzato e ha negato che fosse anche lì", ha proseguito il presidente americano aggiungendo che bisogna preoccuparsi della Cina ma non troppo perché "ha reali difficoltà economiche". 

Le frasi di Biden su Xi Jinping non sono piaciute a Pechino, che attraverso un portavoce della diplomazia cinese, ha dichiarato: "Questa osservazione da parte degli Stati Uniti è davvero assurda, molto irresponsabile, non riflette la realta', contravviene alle pratiche diplomatiche e mina seriamente la dignità politica della Cina". Ed ha aggiunto: "È apertamente una provocazione politica".

I precedenti

Ma non è la prima volta che l'inquilino della Casa Bianca esprime duri giudizi sul presidente cinese. Nell'aprile dello scorso anno, sempre a un appuntamento per la raccolta fondi, Biden diceva che Xi, ormai al terzo mandato da leader con il suo strapotere, "non ha in corpo un briciolo di democrazia, con la 'd' minuscola" e lo descriveva come "un uomo molto intelligente e calcolatore" e anche "molto diretto con me". Xi, affermava il presidente americano, "non crede che le democrazie" siano sostenibili nel XXI secolo perché "le cose si muovono così rapidamente" che "solo le autocrazie, anche se lui non dice 'autocrazia', sono in grado di gestirle", perché "le democrazie richiedono il consenso e ci vogliono troppo tempo, troppi sforzi per metterlo insieme".

L'anno precedente, nel febbraio del 2021, appena arrivato alla Casa Bianca, in un'intervista alla Cbs il presidente americano già definiva Xi "molto intelligente, ma troppo duro" e già diceva che "non ha un briciolo di democrazia in corpo". Un'idea che Biden aveva ribadito anche nella sua prima conferenza stampa alla Casa Bianca un mese dopo, arrivando a paragonare Xi al presidente russo Vladimir Putin. "E' uno di quelli, come Putin - diceva - che pensa che l'autocrazia sia la strada per il futuro e che la democrazia non possa funzionare in un mondo sempre più complesso".

Si alza la tensione

Le parole di Biden, che seguono la visita a Pechino del segretario di Stato Blinken, rischiano di cancellare i "progressi" confermati dal capo della diplomazia americana, che sta cercando di allentare le tensioni tra i due Paesi alimentate dalla situazione a Taiwan e dal caso dei palloni-spia. Secondo il Washington Post la Casa Bianca non ha ancora risposto alla richiesta di un chiarimento sulle affermazioni di Biden, noto per le sue gaffe e che già in passato non ha nascosto le sue idee su Xi, che ha incontrato lo scorso novembre a Bali e che ha detto di "conoscere molto bene". 

Secondo John Delury, docente di studi cinesi alla Yonsei University di Seul, le parole di Biden potrebbero appunto "mettere a rischio l'iniziativa diplomatica". Se la missione di Blinken non ha portato ad accordi o dichiarazioni tangibili, "la sostanza è stata la diplomazia", ha osservato. "Si è trattato di incontrarsi, di essere rispettosi e cordiali, di sedersi faccia a faccia", ha aggiunto. E per Delury, parole così forti subito dopo quella missione "mettono a rischio parte di ciò che è stato fatto".

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