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Sabato, 24 Settembre 2022
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Cesare Battisti, rinviata "sine die" la decisione sull'estradizione

La Corte suprema del Brasile ha rinviato "per ragioni tecniche", la decisione sull'estradizione di Cesare Battisti, che quindi resta libero nella casa di Cananeia, sul litorale di San Paolo: niente carcere

La Corte suprema del Brasile ha rinviato sine die, "per ragioni tecniche", la decisione sull'estradizione di Cesare Battisti verso l'Italia.

Rinviata "sine die" la decisione

Gli avvocati dell'ex membro dei Pac (Proletari armati per il comunismo) si erano rivolti alla Corte per impedire che il presidente Michel Temer firmasse l'estradizione di Battisti, condannato in contumacia nel '93 all'ergastolo per quattro omicidi. Ma il giudice Luiz Fux ha spiegato che all'inizio dell'udienza la corte ha "ridefinito" la procedura, ritenendo più appropriata la formula di una "denuncia" riguardante i diritti di Battisti.

Chi è Cesare Battisti, in fuga dall'Italia dal 1981 

"Ho riqualificato la procedura in denuncia ("reclamaçao" in portoghese) e la sottoporrò alla deliberazione" dei cinque giudici della Corte, ha dichiarato il magistrato Fux, senza precisare quando questa deliberazione avrà luogo.

Non è escluso inoltre che, dato che nel 2010 la Corte aveva preso la sua decisione in seduta plenaria, questo non debba accadere anche adesso, quindi con una sentenza adottata da tutti gli 11 giudici della massima giurisdizione del Paese, e non solo da cinque.

Battisti resta libero

Nel frattempo, Battisti resta libero nella casa di Cananeia, sul litorale di San Paolo, con la compagna brasiliana e il figlio di 4 anni "per il quale - diceva qualche tempo fa Battisti - sono l’unica possibilità di sostentamento: anche per questo devo rimanere qui. Se fossi estradato, in Italia verrei sicuramente ucciso". 

Cesare Battisti (Ansa)

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