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Mercoledì, 25 Maggio 2022
occhio alla truffa

Contachilometri manomessi: i campanelli d'allarme e come difendersi

Aumenta la richiesta di auto usate e con essa anche il rischio di imbattersi nei furbetti che manomettono i contachilometri per trarre un maggior profitto dalla vendita. Una guida per tutelarsi dalle auto 'schilometrate'

In questo periodo non è affatto semplice comprare un'auto nuova per diversi fattori, ciò ha inevitabilmente prodotto un aumento della richiesta per il mercato dell'usato.

Ad ogni modo, ricercare un'auto di seconda mano non è un'impresa semplice, poiché il rischio di imbattersi in brutte sorprese è sempre alto. A volte, infatti, capita di trovare quella che sembra l’auto perfetta, e uno dei dettagli che spesso può indurre a fidarsi è il numero dei chilometri, che se non eccessivo, viene preso come un indice delle buone condizioni del veicolo. Ma è davvero così?

Ritardi e disagi, cosa succede nel mondo delle auto

Non è affatto raro incappare in annunci di auto usate in cui il chilometraggio delle vettura è stato alterato per aumentarne il valore commerciale, e dunque ricavare un vantaggio sul prezzo di vendita. Si tratta di una pratica tristemente nota: basta spendere poche decine di euro per pagare un tecnico in grado di ritoccare il contachilometri, e se ne guadagna qualche migliaio in più, grazie a questo 'lifting dei chilometri' che ringiovanisce il veicolo. 

Gli impatti negativi delle auto che vengono 'schilometrate' sono quasi esclusivamente a carico del consumatore a cui viene negata la trasparenza, e che dovrà presto fare fronte a spese di riparazione e manutenzione impreviste. L'aspetto più importante è la minaccia per la sicurezza, dato che si può essere convinti di avere per le mani un’auto più “giovane” di quel che è in realtà, e di conseguenza rinviare interventi di manutenzione o sottovalutare segnali che dovrebbero invece mettere in allarme. I costi economici totali delle frodi sul contachilometri delle auto usate scambiate a livello transfrontaliero nell’UE, conclude il rapporto del Parlamento europeo, possono essere stimati in almeno 1,31 miliardi di euro, generando 8,77 miliardi di euro di perdite.

Purtroppo il fenomeno riguarda trasversalmente, sia i privati, sia rivenditori specializzati, accomunati da una condotta disonesta volta a guadagnare, una pratica così diffusa tanto da diventare consolidata. In soccorso degli automobilisti, automobile.it, sito di annunci di auto usate, nuove, Km 0 e a noleggio, offre una piccola guida su come smascherare questa truffa.

Manomissione contachilometri: come funziona

La manomissione del contachilometri è un fatto tecnico che non rappresenta una difficoltà per chi è del mestiere: basta portare indietro letteralmente il contachilometri e intervenire sulle centraline elettroniche dell’auto. Occorre però saper scegliere le auto sulle quali la truffa può funzionare al meglio e avere meno probabilità di essere scoperta. Si tratta spesso delle cosiddette “auto aziendali”, seminuove, utilizzate dai dipendenti delle aziende, e che di solito provengono da società di noleggio a lungo termine. Parliamo di veicoli con pochi anni di vita, non più di tre o quattro, che quindi spesso non hanno ancora passato la prima revisione.

Tre anni fa un’indagine di Altroconsumo ha verificato sul campo sia la pratica sia l’entità dei chilometri tolti alle auto da vendere, confrontando se i km riportati nell’asta dalla quale il concessionario ha acquistato il veicolo fossero gli stessi indicati poi dal contachilometri al momento della vendita. La visita a quattro autosaloni in Lombardia ed Emilia-Romagna ha fatto emergere differenze di 24.000, 42.000 e 100.000 km.

Contachilometri scaricati: come difendersi

Per capire se un’auto usata può aver davvero percorso solo i km segnati nel contachilometri bisogna diventare un po’ investigatori, con l’aiuto dei giusti mezzi. Ecco qualche consiglio.

  • Cosa deve insospettire: La documentazione mostrata dal venditore per convincerti che il chilometraggio sia corretto e i libretti di manutenzione, con l’elenco dei tagliandi effettuati nel tempo, possono essere contraffatti oppure falsificati.
     
  • Controllare le revisioni: Il controllo più immediato da fare è quello che riguarda le revisioni. Siccome a ogni revisione di un veicolo l’officina è obbligata ad aggiornare l’apposito registro, gestito dal Ministero dei Trasporti, consultandolo è possibile farsi un’idea almeno di quanti chilometri l’auto avesse percorso al momento dell’ultima revisione.
     
  • Verificare la provenienza: Può servire consultare il Pubblico registro automobilistico (Pra), per avere un’idea della provenienza dell’auto e dei passaggi di proprietà che l’hanno interessata, se si dovesse scoprire che il primo proprietario è stata una società di noleggio deve scattare il campanello di allarme. 
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