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Mercoledì, 29 Maggio 2024

Stipendi d'oro

Fabrizio Gatti

Direttore editoriale per gli approfondimenti

Caro Piero Fassino, non dica fesserie: lei ci costa 10mila euro al mese

Grandissimo Piero Fassino. Negli stessi giorni in cui 250mila italiani sotto la soglia di povertà perdono con un sms il reddito di cittadinanza, l'onorevole torinese del Pd, 74 anni, ha il coraggio di sventolare la sua busta paga di parlamentare davanti alle telecamere. E di entrare così nel palmares di questa estate sonnolenta con le seguenti, precise parole: "Quattromila-settecento-diciotto euro al mese sono una buona indennità, e va bene così, ma non sono degli stipendi d'oro".

Che strano mondo. Trent'anni fa erano gli italiani a sventolare banconote sotto il naso della politica. Era la sera del 30 aprile 1993. Bettino Craxi usciva dall'hotel Raphaël a Roma per salire sull'auto della scorta e i passanti lo colpirono con una pioggia di monetine. I più mansueti si limitarono ad agitare a mezz'aria biglietti da mille lire, perché in tasca non avevano di più. Inferociti dall'onda dell'inchiesta di Mani pulite, gli gridarono: "Vuoi pure queste?". Un dramma collettivo. La storia si ripete, ma a parti invertite: oggi è un politico, già leader del Partito democratico, a sventolare la sua banconota mensile sotto il naso degli italiani. Con tanto di risentimento nei confronti di chi chiama quel cedolino: stipendio d'oro. Un dramma personale.

Le parole di Piero Fassino

È vero, ci sono gli stipendi dei calciatori: un milione al mese a Bonucci e i sette milioni e mezzo a Mbappé. E poi quella schiera di nuove professioni da blogger, youtuber, titktoker diventati milionari sui social e nel conto corrente, senza essersi mai sporcati le mani. E perfino certi manager delle banche, che per pagarli ci fanno aumentare i costi di mutui, bonifici e carte Bancomat. Ma il calcolo che fa Fassino sul suo stipendio non è corretto. Vediamo perché.

Il calciatore della Juve, Leonardo Bonucci (foto LaPresse)

In una busta paga andrebbero considerati anche i contributi versati, che ritorneranno al contribuente sotto forma di servizi e benefici. Per i deputati fanno mille euro al mese per la previdenza, oltre al prelievo Irpef, l'assistenza sanitaria – che per i parlamentari è ben diversa da quella dei comuni mortali – e le addizionali regionali e comunali. Il totale, che è quanto è stato pagato da noi a Piero Fassino attraverso le nostre tasse, è quindi per il mese di luglio 2023 molto di più: 10.435 euro, che infatti corrispondono al suo stipendio lordo.

Lavoratori nascosti in tenda per evitare i controlli - di Chiara Tadini

Fanno sette volte tanto la paga lorda di un giovane operaio metalmeccanico, che un tempo magari avrebbe votato per il partito di Fassino e oggi chissà chi lo rappresenta. Per non parlare dei braccianti dell'agricoltura o dei muratori stranieri. E dei tanti camerieri stagionali che stanno garantendo l'apertura di hotel, bar e ristoranti nelle località di queste vacanze: 3 euro lordi l'ora, almeno dieci-dodici ore al giorno, trenta giorni, 900 lorde al mese senza un riposo. Anche se poi, dal primo settembre, tutti loro saranno di nuovo senza lavoro. Mentre, finita l'estate, Piero Fassino continuerà a percepire oltre 10mila euro al mese. Se poi siano d'oro, incenso o mirra, decidetelo voi.

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